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Torino, la denuncia degli imprenditori: "Assumere è diventato difficile, non accettano le offerte"

È quanto emerge da un'indagine di Ascom Confcommercio

AAA cercasi disperatamente baristi, camerieri, commessi, autisti e cuochi. Sì disperatamente, perché nel torinese un imprenditore su quattro faticherebbe e non poco a trovare persone da assumere nelle proprie attività commerciali. Stiamo parlando di settori come la ristorazione, la logistica e il commercio che - secondo un'analisi di Ascom Confcommercio - proprio a causa di questa problematica hanno avuto una conseguente flessione dei ricavati. 

"Su un numero importante di imprese che hanno bisogno di personale solo una piccola parte riesce a trovare, specialmente se si ricerca personale con determinate competenze", a spiegarlo bene è Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino, "Il settore che ne soffre di più è quello dell'accoglienza turistica in prima battuta: hotel, bar, ristoranti e pubblici esercizi". 

Il dato è stato cristallizato grazie a un'indagine di Format Research per Ascom: il 57,2% degli industriali intervistati che hanno avviato una ricerca di personale ha avuto difficoltà a reperirlo vuoi perché non vi erano candidati con le competenze adatte, vuoi perché la mansione è stata ritenuta dal candidato poco attrattiva, vuoi per gli orari di lavoro ritenuti pesanti o per la paga ritenuta insufficiente. Questo avrebbe portato a una riduzione dei ricavi per le imprese - e di conseguenza per lo Stato - e a una mancata innovazione dei servizi.  

Ma perché è così difficile trovare personale per queste imprese? "Si tende a pensare che il reddito di cittadinanza abbia allontanato la ricerca del lavoro", spiega Coppa che però precisa che la situazione è complicata e non ha una sola risposta, "credo che possa essere anche un atteggiamento post covid, dopo due anni di non lavoro viene difficile accettare lavori impegnativi". 

Il lavoro della ristorazione è faticoso, ha orari duri e si lavora quando gli altri si riposano. Se dunque sui social molti si travestono da chef e tanti altri amano recensire ristoranti, pizzerie e cocktailbar, nella realtà le cose sono ben differenti: "Qualsiasi lavoro richiede fatica, disponibilità e tempo dedicato al lavoro", continua Coppa, "credo che partendo dalla scuola, ma anche all'interno delle famiglie, sia educativo ribadire che il lavoro è un valore che sta alla base della nostra vita. Si deve lavorare per vivere, non si può aspettare un sussidio o che i genitori ci mantengano". 

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