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Giovedì, 26 Maggio 2022
Economia

Aumento prezzi materie prime e carburanti, l'allarme del Coalvi: “Molte aziende destinate a chiudere”

“Se non ci saranno dei cambiamenti a rimetterci sarà la qualità collettiva”, dice Luca Grangetto, vicepresidente del Consorzio di Tutela della Razza bovina Piemontese

È una situazione difficilissima quella che traccia il Consorzio di Tutela della Razza bovina Piemontese e che stanno affrontando gli allevatori piemontesi, che si trovano di fronte a un aumento dei prezzi delle materie prime. La crescita dei costi, per Coalvi, minaccia ancor più seriamente chi lavora per garantire la massima qualità. "Se non ci saranno dei cambiamenti, la realtà è che molte aziende saranno destinate a chiudere, e a rimetterci sarà la qualità collettiva", spiega Luca Grangetto, vicepresidente del Coalvi, il Consorzio di Tutela della Razza bovina Piemontese con 35 anni di esperienza, quasi 300 punti vendita in tutta Italia, 1.400 allevamenti e circa 20mila bovini etichettati ogni anno.

"Gli aumenti dei prezzi dei cereali hanno avuto un altissimo impatto sugli allevamenti che ancora non sono del tutto autosufficienti in termini di approvvigionamenti di foraggio. Parallelamente è aumentato anche il prezzo del carburante, contribuendo a creare una situazione difficile da sostenere per i piccoli allevatori d’eccellenza - prosegue Grangetto -. Gli allevatori piemontesi stanno facendo tutto il possibile per mantenere alto il livello qualitativo che merita la Razza Bovina Piemontese. Come Coalvi non chiediamo assistenzialismo, né promesse, ma sottolineiamo l’urgenza di azioni concrete, interventi strutturali che permettano agli allevatori di fare i necessari investimenti per continuare a crescere e a garantire un prodotto d’eccellenza che va tutelato". 
 

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