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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Economia Mirafiori Nord / Corso Enrico Tazzoli

Automotive, in Piemonte il 37% delle aziende del settore percepisce Stellantis come un rischio

Nel 2020 calo del fatturato del 13,8%

Il 37% delle aziende del settore automotive in Piemonte percepisce la nascita del gruppo Stellanti come un rischio per il proprio business. Il dato emerge dall’edizione 2021 dell'Osservatorio sulla componentistica automotive italiana, indagine realizzata dalla Camera di commercio di Torino, da ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e dal Center for Automotive and Mobility Innovation (CAMI) del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

In Piemonte il settore dell'automotive è trainante, un numero solamente a confermarlo: in territorio piemontese sono presenti 737 imprese del settore automotive, il 33,5% del totale a livello nazionale. Produzioni che hanno subito il contraccolpo della crisi pandemica, ma che già prima non navigavano in buone acque. 

In Piemonte nel 2020 il fatturato del settore della componentistica automotive ha subito una flessione del 13,8% rispetto all'anno precedente. In totale sono stati fatturati 15,8 miliardi di euro, il 35,8% del totale. 

Una flessione, che come mettono in evidenza i dati dell'Osservatorio, ha coinvolto più o meno intensamente tutti i livelli della catena di fornitura, in primo luogo i vertici, dove i fornitori di sistemi e moduli integrati hanno registrato un calo del 15,8%; seguono i subfornitori delle lavorazioni e la subfornitura “tout court”, dove il calo è stato rispettivamente del -14,4% e del -13,9%. Per la prima volta negli ultimi cinque anni, si assiste anche a una flessione degli addetti che, con quasi 56.700 lavoratori (il 35,2% del totale nazionale), registrano una diminuzione del -2,7%.

"La filiera attende una ripresa nel 2021, ma è fondamentale che la visione di politica industriale nazionale sia messa al centro dell’azione politica; gli imprenditori da soli non ce la possono fare a trasformare la crisi in opportunità, perché dietro l’angolo ci sono sfide ben più radicali e complesse", spiega il presidente della Camera di commercio di Torino, Dario Gallina, che fa poi riferimento a processi come elettrificazione, automazione, transizione tecnologica, "Richiedono, infatti, investimenti sia privati che pubblici in ricerca e sviluppo e risorse umane con adeguate competenze. Siamo di fronte ad una svolta epocale che coinvolge uno dei settori più importanti della manifattura italiana e che, se non presidiata e governata, porterà, in particolare a Torino e in Piemonte, un difficilissimo problema di contrazione con effetti economici e sociali preoccupanti”.

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