Lunedì, 25 Ottobre 2021
Economia

Aumento Irpef, M5S: "Un salasso evitabile per i piemontesi"

Il commento del capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale del Piemonte, Giorgio Bertola, e del consigliere Davide Bono

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Chiamparino aumenta ancora le tasse per oltre 100 milioni di euro. Con il DDL 66 (Disposizioni urgenti in materia fiscale e tributaria) la Regione incrementa l'addizionale Irpef, il bollo auto ed i canoni idrici. L'ennesimo salasso per i Piemontesi che non potranno nemmeno contare su adeguate misure progressive mirate a tutelare le fasce deboli.

Le prime due aliquote Irpef non sono state ridotte come promesso dal Pd in campagna elettorale e le poche detrazioni fiscali per le famiglie numerose riguarderanno una fetta minima di popolazione (solo chi ha più di 3 figli).

Aumenti indiscriminati anche sul bollo auto per tutte le vetture con più di 53 Kw (72 cv), per cui la Giunta non ha previsto nessuna distinzione per tipologia di auto, anno di immatricolazione e quantità di emissioni inquinanti.

Queste misure non risolveranno i problemi strutturali della Regione Piemonte a fronte di un buco di quasi 600 mln di euro solo per il 2015. Tant'è che la Regione sta chiedendo il rinvio del pagamento dei mutui nella legge di Stabilità in discussione oggi al Senato, sotto forma di un pacchetto “Salva Piemonte”.

Il tutto mentre Renzi taglia altri 4 mld di euro alle Regioni, dando il sapore della beffa alla manovra Chiamparino. Chiamparino, nelle vesti di presidente della Conferenza Stato – Regioni, avrebbe dovuto incatenarsi al tavolo delle trattative con Renzi, invece di obbedire come un lupetto. Con le ripercussioni che conosceremo a breve.

Questo ennesimo salasso si sarebbe potuto quindi evitare se le Regioni fossero state compatte contro le scellerate scelte del Governo. Se la Regione Piemonte avesse avviato una seria ed immediata revisione della spesa e alienazione degli immobili e delle partecipazioni non redditizie. Se avessimo richiesto l'utilizzo di tutti i residui fondi ex FAS (almeno 300 milioni di €) per la copertura del buco del 2015, invece di impiegarli nella realizzazione di opere costose e non prioritarie (tunnel di Corso Grosseto a Torino o pedemontana di Biella ad esempio).

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