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A rischio il piano di riorganizzazione Alenia, la Fiom corre ai ripari

Il sindacato ha indetto una riunione dei delegati Finmeccanica per il 22 maggio a Genova. Si discuterà del futuro di migliaia di lavoratori, per decidere come muoversi per impedire la svendita di parti importanti del gruppo Alenia

Il piano di riassetto dell'Alenia Aermacchi è a rischio: il nodo esodati impedisce mille uscite su 1.500 definite con le intese sindacali del 2010 e del 2011, che prevedevano un maxi-scivolo verso la pensione e 500 assunzioni di precari (per le 300 previste entro quest'anno sono già stati fatti i colloqui). "Finmeccanica e governo devono rispettare gli accordi raggiunti per la riorganizzazione di Alenia Aermacchi", avverte Lino La Mendola della Fiom di Torino, per il quale è sempre più in discussione anche il piano per la realizzazione del polo aeronautico della difesa a Torino Caselle, con 3.300 dipendenti.

Circa cento lavoratori sono attualmente in trasferta negli stabilimenti del Sud. "Si è creata una situazione grave e paradossale - spiega La Mendola - perché Alenia Aermacchi è di proprietà di Finmeccanica, controllata dallo Stato italiano, il quale sottoscrive intese con il sindacato al ministero del Lavoro, che poi lo stesso ministero con un 'decreto' annulla. E' un comportamento schizofrenico. Non vorrei che tali decisioni dessero l'alibi a Finmeccanica per seguire comportamenti di altri grandi imprese che in questi mesi hanno disdetto contratti e chiuso stabilimenti".

I vertici della Fiom hanno già convocato un'assemblea dei delegati del gruppo Finmeccanica per il 22 maggio a Genova, città scelta anche per il suo valore simbolico dopo l'attentato dei giorni scorsi, "per decidere tutte le iniziative necessarie ad impedire la svendita di parti importanti del gruppo e per tutelare i lavoratori coinvolti dai processi di riorganizzazione, a partire da Alenia Aermacchi". Il piano di riorganizzazione prevedeva la chiusura della fabbrica di Casoria (Napoli) e il trasferimento dei dipendenti a Nola (Napoli) con la nascita di uno stabilimento di eccellenza, la chiusura della sede di Roma e la creazione del polo dell'aeronautica della difesa a Caselle con la chiusura di Torino corso Marche e il trasferimento dei lavoratori. In tutto due miliardi di investimenti nel settore civile e un miliardo in quello della difesa.

(fonte ANSA)

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