Economia

Acea Pinerolese: l'azienda è una realtà efficiente, esempio virtuoso di buona gestione

La compagnia si difende dalla lista di sprechi del Sole 24 Ore: "Dati sbagliati"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

 

ACEA PINEROLESE, REALTÀ EFFICIENTE NEL PANORAMA ITALIANO, VIENE CITATA DAL PRINCIPALE QUOTIDIANO ECONOMICO NAZIONALE COME ESEMPIO DI AZIENDA MOLTIPLICATRICE DI POLTRONE SULLA BASE DI DATI FALSI
L’azienda è una realtà eccellente ed esempio di efficienza e buona gestione fra le multi utility italiane
 
Con riferimento all’articolo apparso, oggi, su un quotidiano economico italiano sul tema spending review, dal titolo “Mille enti prossimi al taglio”, nella tabella annessa, alla voce “CDA affollati – I consorzi con il maggior numero di Consiglieri”, viene riportato “Acea Pinerolese (Pinerolo – Torino): 51 Consiglieri”. La società Acea Pinerolese Industriale S.p.A., multi utility che si occupa della gestione del ciclo integrato delle acque, della distribuzione del gas metano, della produzione calore e per conto del Consorzio Acea Pinerolese del trattamento dei rifiuti e, attraverso la controllata Acea Ambiente Srl (60% Acea Pinerolese industriale Spa e 40% soci privati)  della raccolta e smaltimento dei rifiuti tiene a smentire l’informazione data e precisare che ha un CdA composto da 5 consiglieri e non 51. Il dato riportato non risponde dunque a verità e porta a paragonare una realtà modello di eccellenza gestionale e di servizio tra le multi utility italiane a società moltiplicatrici di poltrone e in perdita, da tagliare.
Al contempo, anche il Consorzio Acea Pinerolese, qualora quest’ultimo fosse stato l’oggetto inteso nell’articolo con la citazione “Acea Pinerolese”, non ha un Consiglio di Amministrazione, ma un consiglio direttivo composto anch’esso da cinque membri.
 “L’informazione pubblicata su Il Sole 24 Ore odierno su Acea Pinerolese nella tabella “Moltiplicazione di poltrone” è falsa” - afferma Roberto Prinzio Presidente di Acea Pinerolese Industriale SpA – “ed è totalmente destituita di fondamento, poichè Acea Pinerolese Industriale SpA è una eccellenza nazionale e non un carrozzone moltiplicatore di poltrone, quali molte realtà nazionali sono. Maggiore meritocrazia e meno politiche strabiche gioverebbero nel valutare e nel trarre giudizi senza lasciarsi andare a generalizzazioni sul genere di tutto ciò che è pubblico non funziona, mentre tutto ciò che è privato è efficiente. Per noi vige la regola di sempre: Se sei efficiente, funzioni, a prescindere che tu sia pubblico o privato. Tuttavia – prosegue Prinzio – “pare che la politica stessa stia adottando la tecnica delle semplificazioni intese come generalizzazioni e soluzioni rapide e di comodo, al posto di affidarsi a criteri di meritocrazia. E articoli come questo fanno eco a tali storture interpretative”
L’associazione di Acea Pinerolese con la voce “Cda affollati – Moltiplicazione di Poltrone” nel contesto dell’articolo – afferma Eugenio Buttiero Presidente del Consorzio Acea Pinerolese e Sindaco di Pinerolo – “è del tutto priva di senso perché i fatti la smentiscono e ne attestano l’opposto.”
 
Acea Pinerolese Industriale S.p.A. è una multi utility efficiente e virtuosa, semmai esempio a livello nazionale di buona e saggia gestione di azienda pubblica a differenza di molti carrozzoni in perdita. Acea Pinerolese Industriale SpA produce ricchezza per il territorio e gestisce servizi all’avanguardia ed è esempio a livello mondiale per l’innovazione e per i metodi ideati nella gestione del trattamento dell’organico per il quale è stata oggetto di visita da esperti di tutto il mondo (Stati Uniti, Brasile, Cina, Spagna, Portogallo,ecc).
 
Acea Pinerolese Industriale S.p.A. ha chiuso l’esercizio 2011 con il segno positivo (come sempre è stato nel corso degli anni) e con i migliori dati di bilancio di sempre nonostante una situazione congiunturale nazionale in contrazione. Un utile netto di 379.182 euro, in netta crescita del +24% rispetto al 2010 e un fatturato di 51,3 milioni di euro e 281.764 euro di utili distribuiti ai comuni soci. Sono forse questi dati un sinonimo di costo e inefficienza per la collettività?
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