Embraco, operaio si incatena ai cancelli: “Non mollo finché c'è uno spiraglio”

La protesta davanti allo stabilimento

L'operaio incatenato ai cancelli della fabbrica Embraco (FOTO ANSA)

Prosegue senza soste la protesta dei lavoratori Embraco davanti allo stabilimenti di Riva di Chieri. Un operaio, Daniele Simoni, si è incatenato ai cancelli della fabbrica: “Non voglio mollare, è la mia fabbrica che mi ha dato da mangiare per 25 anni, finché c'è uno spiraglio non mollerò”. I dipendenti Embraco si sono radunati davanti all’azienda per protestare contro i licenziamenti di 497 persone e la delocalizzazione degli stabilimenti italiani dell'azienda in Slovacchia.

Mentre Calenda si trova a Bruxelles per parlare con la commissaria europea alla Concorrenza, tra i dipendenti Embraco serpeggia lo sconforto, soprattutto a causa dell'atteggiamento dell'azienda.

Il punto della situazione

Il ministro dello Sviluppo economico ha intenzione di chiedere una deroga ai trattati per singoli casi, come ad esempio quello di Embraco. "Ci sono condizioni che sono strutturali", per cui alcuni Paesi in una diversa fase di sviluppo come la Polonia hanno un costo del lavoro più basso: "io non potrei - ha detto il ministro a Radio anch'io - fare una norma che dice che per Embraco il costo del lavoro è un x più basso, perché sarebbe un aiuto di Stato. Ma penso si possano interpretare i trattati nel senso di dire che in questo specifico caso, cioè di un'azienda che si muove verso la Slovacchia, verso la Polonia, questa normativa può essere derogata. Vedremo quale sarà la risposta della Vestager". 

Cassa integrazione e part time

Ieri la Embraco ha detto no all’ipotesi di mettere in Cigs i circa 500 lavoratori dello stabilimento di Riva di Chieri. Un 'muro' che ha fatto sbottare il ministro Calenda: “Si conferma un atteggiamento di totale irresponsabilità. Non ricevo più questa gente e neanche i loro consulenti italiani che sono peggio di loro”. Calenda ha spiegato di aver “sentito i legali dell’azienda”, insieme al presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, “offrendogli tutto il sostegno possibile” per avviare un percorso di cassa integrazione e poi di reindustrializzazione.  “L’azienda – ha detto Calenda – ha comunque risposto negativamente”. Il ministro ha rilevato una “totale mancanza di attenzione al valore delle persone “da parte della multinazionale sottolineando di trovarsi “di fronte ad uno dei peggiori casi” di crisi aziendale. Embraco “ha dimostrato una totale irresponsabilità verso i lavoratori e verso il governo” e “non si comprendono le ragioni di questo atteggiamento”. Il gruppo brasiliano, che fa parte della Whirlpool, ha avanzato la proposta di mettere i lavoratori in part time fino a novembre.
 

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