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Ristoranti e locali, Confartigianato Torino chiede il coprifuoco 'morbido' alle 23

Per salvare il fatturato

Confartigianato Torino chiede  ai governi nazionale e regionale il posticipo del coprifuoco alle 23 per pizzerie, gelaterie, bar e ristoranti. Una sorta di coprifuoco 'morbido' insomma: " Lo meritano tutte le imprese che, in questi lunghissimi 12 mesi, hanno sofferto, perso fatturato e clienti ma che, quando hanno potuto, hanno lavorato in sicurezza, dopo aver investito per garantire ineccepibili condizioni di tutela della salute di tutti".

La chiusura alle 22 inoltre, avrebbe di riflesso anche impatto su un'altra parte del settore dell'alimentazione, cioè su panifici, caseifici, salumifici, birrifici e produttori di bevande, aziende conserviere e della trasformazione dei prodotti orticoli ma anche aziende del trasporto merci, lavanderie e delle pulizie. 

Criteri incomprensibili 

"I criteri per le riaperture delle imprese legate all'alimentazione e ristorazione - ha commentato, come riporta l'Ansa, il presidente Dino De Santis - appaiono ingiustificati nei confronti di attività che hanno puntato sulla prevenzione e dimostrato di non incidere in alcun modo sull'andamento dei contagi. Appaiono ancora più incomprensibili se si considera che lo scorso anno le attività di ristorazione furono fatte riaprire il 16 maggio, senza vaccini e vaccinati. Naturalmente ci appelliamo alla responsabilità dei cittadini affinché il Dl Riaperture non sia interpretato come un liberi tutti".
    

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