Comdata, a rischio più di 300 posti di lavoro

Si teme per il futuro del sito di Ivrea

Comdata da tempo non naviga più in acque tranquille e la Giunta regionale piemontese si impegna per scongiurare l'imminente crisi occupazionale. È quanto ha richiesto l’Aula di Palazzo Lascaris approvando all'unanimità un ordine del giorno, presentato dal gruppo consiliare M5s con emendamenti proposti dal gruppo Pd. La società, attiva nel settore dei call center e dei servizi alle imprese, da aprile ha attivato il fondo integrativo salariale - una forma di sostegno al reddito per chi non ha diritto alla cassa integrazione - per 363 lavoratori del sito di Ivrea, dove lavorano poco più di mille addetti. Comdata è oggi un gruppo multinazionale con oltre 40mila dipendenti e che dal 2011 ha avviato un processo di espansione, arrivando a contare 13 sedi nazionali e la presenza all’estero in 16 paesi.

Futuro a rischio

A illustrare le preoccupazioni per il futuro occupazionale dell’azienda è stata una delegazione di lavoratori, ricevuta nella mattinata di martedì 15 maggio in Regione.  Durante l’audizione, una lavoratrice ha spiegato come Comdata abbia motivato il fondo integrativo salariale per 13 settimane a causa del dimezzamento della commessa di Telecom, benché solo due mesi prima l’azienda dichiarasse buone condizioni di salute e la volontà di mantenere in Piemonte il perimetro delle sedi, presenti oltre che a Ivrea, anche a Torino e Asti. Alla scadenza del termine, la cassa integrazione potrebbe essere rinnovata per altre 13 settimane e successivamente i lavoratori potrebbero rischiare di perdere il posto di lavoro.

Sciopero venerdì 18 maggio 

Comdata ha recentemente presentato ai sindacati un piano di consolidamento che, alla fine dell’estate, porterà il gruppo a una crescita di oltre 200 dipendenti, con la creazione di posti di lavoro nelle sedi di Cagliari e Lecce come conseguenza di un accordo con Fastweb, ma anche alla chiusura dei siti produttivi di Padova e Pozzuoli dove lavorano complessivamente 262 persone. “Siamo preoccupati per il nostro posto di lavoro, ma non siamo disposti a lavorare sulla pelle di altri lavoratori”, ha dichiarato in conclusione la delegazione. Intanto, venerdì 18 maggio, i lavoratori del sito di Ivrea hanno annunciato due ore di sciopero. 

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