Cronaca Lucento / Via Pianezza

Gli interventi non bastano, via Pianezza resta "no man's land"

Il sopralluogo dell'Assessore Giuliana Tedesco e del Presidente della quarta circoscrizione ha messo in luce i problemi del quartiere, ma non tutti sono stati risolti

La zona di via Pianezza è terra di nessuno. Dopo le numerose lamentele dei residenti  del quartiere verso le autorità della Circoscrizione e verso l’Assessore Giuliana Tedesco, sembrano ancora insufficienti le politiche per la tutela dell’area. Il recente sopralluogo di Tedesco e Claudio Cerrato, presidente della quarta Circoscrizione, ha portato alcuni frutti, ma non ha potuto risolvere le vere criticità di un quartiere immerso nel degrado.

L’abitato che si estende sulla via, nella zona Paracchi, è infatti in una posizione a dir poco infelice. I palazzi costruiti ad Est di corso Potenza si trovano tra l’incudine e il martello, affacciandosi da un lato sulla Dora e sul parco ormai noto per la frequentazione di tossici, dall’altro su vecchi caseggiati abbandonati da anni, pericolanti e con i tetti in amianto. Il pericolo è latente, poichè il crollo di parte degli edifici – come è già successo con il tetto dell’ex fabbrica all’incrocio con via Pessinetto – potrebbe avvenire ai danni di qualche passante.

La situazione del parco che si affaccia sulla Dora sembra invece irrisolvibile. “La sua conformazione – spiega il Consigliere circoscrizionale Valerio Novo – lo rende il luogo ideale per drogati e prostitute: la pista ciclabile, raramente usata da ciclisti, è lontana dagli occhi di tutti, ben nascosta da una siepe alta circa un metro. Si potrebbe pensare di cedere l’area verde ai condomini dei palazzi antestanti, ma questo vorrebbe dire rendere inutile la pista e forzarli a spendere dei soldi per recintare il parco”.

Il vero problema del territorio, però, è la mancanza di controllo sociale. Ciò che manca in zona Paracchi è un’identità di quartiere che scoraggi comportamenti indesiderati. È a tale mancanza che si associano la prostituzione, il vandalismo – che ha portato ad esempio alla distruzione del trenino in legno nell’area giochi – e, in particolare, l’utilizzo di droghe. Il consumo di stupefacenti è infatti solitamente abbinato a una situazione di marginalità sociale, e il modo migliore di sconfiggerlo è proprio il controllo da parte della comunità.  

Dopo il fallimento degli interventi istituzionali, che hanno permesso una maggiore pulizia da parte di Amiat ma non hanno potuto rispondere alla mancanza di controllo, la via da percorrere potrebbe essere quella dell’informalità. Una grigliata aperta a tutti nel parco, come propone Novo, o un qualunque altro avvenimento che sigli l’appropriazione, anche solo simbolica, dello spazio, sono sicuramente ipotesi da vagliare, per permettere alla comunità di Paracchi di trovare il proprio spazio e liberarsi del microcrimine e del senso di abbandono che pervade i residenti.

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