Cronaca

Ammalato di Sla scrive al giornale: "Voglio andare avanti con dignità"

Walter Bellini riceve una pensione di 2.000 euro al mese. E' malato di Sla ed è costretto a vivere attaccato ad un respiratore. Con i tagli non può ricevere neanche i trattamenti fisioterapici necessari

E' un appello che viene dal cuore quello fatto da Walter Bellini, un 54enne ammalato di Sla (sclerosi laterale amiotrofica), che si è affidato alla rubrica "Specchio dei tempi" del quotidiano La Stampa di Torino per raccontare la sua situazione. "Io non voglio arrivare fino alla tracheotomia. Quello per me è il limite invalicabile. Non voglio diventare come Eluana Englaro. Voglio morire in casa, oppure trovare i soldi per andare a fare il suicidio assistito in Svizzera. Lasciatemi scegliere... ma fino ad allora, fino a quando posso ancora scrivere e parlare, vorrei andare avanti con dignità".

Walter era responsabile della sicurezza alla Iveco e ora vive attaccato ad una macchina che lo aiuta a respirare, per il resto riesce a muovere solo il collo e la mano destra con la quale sposta il mouse per usare il computer. Al giornale ha raccontato le gravissime difficoltà materiali nelle quali si trova, con una pensione di 2.000 euro al mese. "Non è una questione di aiuto morale - ha detto - Sono fortunato, ho mia moglie, mio figlio e il cane Gerri" ma "a questo punto" conta "solo la concretezza", come i 'tagli' che gli impediscono di avere la badante 24 ore su 24, alla quale ha diritto.


Un altro grande problema è quello relativo alla fisioterapia, della quale avrebbe bisogno tutti i giorni per lenire il dolore e che la Asl gli garantisce, invece, per 35 minuti alla settimana. "Ma che senso ha? - si è chiesto - Meglio che risparmino, che mi lascino morire... finora mi ha salvato la morfina. Ma preferisco togliere il disturbo subito, piuttosto che diventare il peso che sono. Mia moglie Maria Rosa - ha concluso - non può nemmeno andare a trovare suo padre...". (Ansa)

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