Violentata per mesi dall'amico di famiglia, bimba di 11 anni resta incinta

"Se parli non rivedrai la mamma"

immagine di repertorio

Una bambina nigeriana di 11 anni è rimasta incinta, e poi è stata fatta abortire dai medici dell'ospedale Sant'Anna in accordo con i genitori, nel quartiere Barriera di Milano dopo essere stata ripetutamente stuprata da un amico di famiglia, suo connazionale, di 35 anni.

Lei non si è resa conto di quello che stava avvenendo al proprio corpo quando la pancia ha iniziato a gonfiarsi e gli stessi genitori hanno ipotizzato che fosse malata, finché i medici, venerdì 17 novembre 2017, hanno rivelato loro la terribile verità: era incinta di 22 settimane. A quel punto lei ha capito è ha confessato: "E' stato lo zio", che in realtà non è suo parente ma lei lo aveva sempre chiamato così perché in realtà vive proprio nella casa dei suoi zii, dove i genitori la lasciavano, con le due sorelline e col fratello più grande, quando andavano a lavorare di notte, il papà come operaio e la mamma come addetta alle pulizie. Proprio in quelle occasioni avvenivano le violenze.

Le violenze sessuali sono iniziate nel settembre 2016 ed sono continuate fino all’ultima estate. "Lo zio mi diceva che se avessi parlato non avrei più rivisto la mamma", ha confessato in lacrime la bambina.

Il giorno dopo la confessione, sabato 18 novembre 2017, gli agenti della squadra mobile hanno arrestato il pedofilo su ordine di custodia cautelare firmato dal gip Alessandra Pfiffner per violenza sessuale aggravata. L'uomo ora è in carcere ed è difeso dall'avvocato Manuel Perga.

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