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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Vinta la battaglia sul caro-mensa, in tribunale riconosciuto il “diritto al panino”

Gli scolari potranno portarsi il pasto da casa, l'azione legale di oltre cinquecento famiglie crea un precedente

Una sentenza della Corte d’Appello di Torino ha stabilito che i genitori possono scegliere tra la mensa scolastica a pagamento e il pasto portato da casa, rinominato il “diritto al panino”, da consumarsi nell'ambito delle singole scuole e nell'orario destinato alla refezione.

La decisione arriva a seguito dell’azione legale portata avanti da 58 famiglie torinesi che protestavano contro l’aumento delle tariffe della mensa. Una battaglia nata più di 2 anni fa: il tribunale in primo grado aveva respinto le loro ragioni che sono invece state accolte in appello.

Il portavoce delle famiglie, l’avvocato Giorgio Vecchione su Facebook scrive: “La Corte d’Appello di Torino, finalmente, ha accolto la nostra domanda e per la prima volta in Italia ha accertato la sussistenza del diritto di scelta faticosamente rivendicato. La Corte di Appello – aggiunge - ha poi rimarcato il fatto per cui il servizio di refezione scolastica previsto dal D.M. 31 dicembre 1983, è un servizio locale a domanda individuale, facoltativo per l'utente, che non può mai diventare obbligatorio e, quindi, non essendo ipotizzabile il digiuno degli studenti, occorre rinvenire una soluzione. Quindi le scuole dovranno garantire la realizzazione, a livello organizzativo, della possibilità di consumare il pasto portato da casa”. 

Conclude Vecchione: “La Corte di Appello ha ritenuto di non consentire indiscriminatamente agli alunni di consumare il pasto domestico presso la mensa scolastica, ma statuito che ciascun istituto debba adottare idonee misure organizzative in relazione alla specifica situazione logistica”. 
 

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