Cronaca Villaretto / Strada Comunale del Molino del Villaretto

Le aziende agricole a Villaretto in guerra: “Basta furti di mais”

In periferia torna l'allarme per i furti di granoturco. I coltivatori di strada Molino del Villaretto avrebbero già denunciato il caso. Alcuni hanno persino scavato dei fossati artificiali per tenere lontani i delinquenti

E’ ancora guerra tra le aziende agricole del Villaretto e i ladri. Nel mirino sono finiti di nuovo gli zingari di via Germagnano accusati di atti di continue razzie di mais. L’allarme sarebbe sorto negli ultimi sette-otto giorni. Piante spaccate e mais gettato per terra avrebbero convinto i coltivatori a denunciare il caso. E qualcuno ha anche pensato a soluzioni innovative per tenere lontani i poco amichevoli vicini di casa. Come la costruzione di canali artificiali, o veri e propri fossati, nel tentativo di impedire ai camion e ai furgoni di entrare con facilità dentro i campi. Un palliativo, di sicuro non un rimedio a lungo termine.

“Noi il raccolto dobbiamo farlo quasi sempre a settembre – racconta Piero Berton che di campi di granoturco nel quartiere ne ha ben sette -. A marzo e ad aprile piantiamo e poi attendiamo i frutti della semina. Ma da qualche anno gli zingari ci stanno rendendo la vita quasi impossibile. Entrano nei campi sia di giorno sia di notte, li usano come toilette e come se non bastasse rubano anche il granoturco”. L’anno scorso nei mesi di maggio e giugno sparirono dai campi qualcosa come settanta tonnellate di mais. Da strada Provinciale di Cuorgnè passando per strada Antioca e strada del Villaretto. Una catastrofe per le aziende che usano parte del raccolto per sfamare gli animali, in particolare i bovini, e parte per la vendita alle persone che ne fanno richiesta. I coltivatori, nel primo caso, trebbiano il mais quando è maturo prima di farlo seccare e darlo in pasto al bestiame.

Ma ad entrare abusivamente nei campi non sarebbero solo gli adulti ma anche tanti bambini. “Il mais in questo periodo è molto tenero e per questo fa tremendamente gola agli zingari – continua Berton -. Più di una volta ho cacciato diverse persone ma non posso certo stare giorno e notte a fare le ronde. Oltre ai furti, però, io e tanti altri ci ritroviamo a far la conta dei danni. Le piante rotte rappresentano una disgrazia perché per un anno non si possono utilizzare”.

 

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