Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Laboratorio della droga in collina, sequestrata un'intera villa

E' caccia a chi aveva affittato la villa trasformandola in un super laboratorio. I carabinieri all'interno hanno trovato 2.400 piantine di marijuana che, messe sul mercato, avrebbero fruttato oltre 350 mila euro

Continuano i controlli e i sequestri nel torinese legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nelle ultime ore i carabinieri della Compagnia di Pinerolo hanno trovato un super-laboratorio della droga all'interno di una villa a ridosso della collina, il secondo nel giro di soli sei mesi.

Dentro la casa di lusso adibita a laboratorio sono state trovate 2.400 piantine di marijuana, alcune delle quali alte fino a un metro e mezzo. Tanta, tantissima droga, ma nessuna "anima viva", nonostante vi fossero segni evidenti - da quanto raccontano gli stessi carabinieri - della presenza di almeno una persona fino a pochissimo tempo prima. Le indagini hanno portato successivamente all'identificazione di una ragazza cinese che aveva fatto da intermediaria e interprete tra alcune connazionali e i proprietari della villa. La donna, pur mostrandosi all’oscuro delle coltivazioni di droga e della presenza di un'organizzazione criminale dietro alle stesse, ha dichiarato che era stata chiamata, in qualità di interprete, per far affittare non solo la villa alle porte di Torino, ma anche quella di Cantalupa, oggetto del primo blitz dei carabinieri nel luglio scorso.

L'interprete, che ha ammesso di essere entrata in contatto con gli affittuari della villa tramite un sito internet cinese di offerte di lavoro, ha aggiunto ai militari che le era stato detto che quell'abitazione sarebbe servita come base per attività artigianali. Sentita anche i proprietari della villa, i carabinieri hanno appurato che il pagamento del canone d'affitto di 1.800 euro al mese avveniva da banche di Hong-Kong.

Con i produttori della droga ancora ignoti, i carabinieri di Pinerolo hanno posto sotto sequestro la villa interrompendo, di fatto, una catena di produzione della droga che avrebbe potuto immettere sulla piazza torinese migliaia di dosi per oltre 350 mila euro di valore. Gli investigatori stanno cercando di rintracciare gli affittuari delle due “fortezze della droga” e di salire ai titolari dell'impresa criminale, ricostruendo anche i canali di distribuzione sia dei profitti economici sia della droga. L’organizzazione potrebbe essere presente su tutto il territorio nazionale ed europeo. I militari, che stanno indagano sul flusso di denaro dalla Cina verso l’Italia, sospettano che vi siano altre ville nella disponibilità del gruppo, trasformate in serre per la produzione di centinaia di migliaia di dosi di droga da immettere nel mercato europeo della droga. sono in corso verifiche se vi sia una convivenza tra l’organizzazione  e i proprietari degli immobili.

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