Cronaca Borgo Po / Strada Comunale Santa Margherita, 79

Villa della Regina, la storia che pochi torinesi conoscono

Nato per volere del cardinale Maurizio, che nel Seicento sposò la nipote tredicenne Ludovica Cristina, questo complesso dovrebbe chiamarsi piuttosto "Villa delle Regine", o delle duchesse e principesse

Anche i ciclisti del Giro d’Italia, nel loro circuito tra Po e collina, ci sono passati affianco per 8 volte, rimanendo magari meravigliati dalla bellezza del palazzo, delle vigne e del panorama: non a caso, di recente è stato scelto come uno dei 10 parchi più belli d'Italia. Eppure è solo da una decina d’anni che la Villa della Regina ha aperto al pubblico, e per molti torinesi il suo nome è legato alla via che costeggia la Gran Madre più che al suo straordinario fascino.

L’origine di questa residenza sabauda (che fa parte del patrimonio Unesco torinese) è legata al cardinale Maurizio di Savoia: era il fratello del duca Vittorio Amedeo I, e quando questi morì ebbe la dispensa papale dal suo ruolo cardinalizio (assunto per motivi politici quando aveva 15 anni) e cercò di diventare il nuovo duca, facendo pressioni sulla reggente (in nome dei figli ancora minorenni) Madama Cristina. Come risultato, nel 1642 la famiglia Savoia trovò un accordo per cui il (non più) cardinal Maurizio, 49enne, sposò la figlia 13enne di Madama Cristina, Ludovica Cristina di Savoia, in modo che anche in caso di morte dei figli della Madama il regno sarebbe rimasto in mani sabaude.

Per suggellare il matrimonio con sua nipote, Maurizio decise di far realizzare una villa nella collina che sovrasta il centro di Torino: dopo la morte dell’architetto Ascanio Vitozzi, il progetto fu affidato a Carlo e Amedeo di Castellamonte. Rispettivamente nel 1657 e nel 1692, sia Maurizio sia Ludovica morirono in questa villa, all’epoca chiamata appunto Villa Ludovica, dove per molti anni si erano riuniti accademici, scienziati e intellettuali a parlare di letteratura, matematica, scienza e filosofia in un circolo che venne definito “Accademia dei Solinghi”.

Ma allora perché questa villa si chiama “della Regina”, se all’epoca i Savoia erano a capo di un ducato e non di un regno, e comunque Maurizio e Ludovica non assunsero mai il titolo di duca e duchessa?

La spiegazione deriva dal fatto che, dopo la morte di Maurizio e poi di Ludovica, Villa della Regina fu la residenza di duchesse, principesse e poi regine del Regno di Sardegna e poi d’Italia, fino all’Ottocento. In particolare Anna Maria di Orléans, moglie di Vittorio Amedeo II, vi soggiornò e vi educò le figlie Maria Adelaide e Maria Gabriella (future delfina di Francia e regina di Spagna), e poi anche i figli Vittorio Amedeo Filippo, principe di Piemonte, e Carlo Emanuele, duca d'Aosta e futuro Carlo Emanuele III. Più che “Villa della Regina”, quindi, forse il nome più fedele alla sua storia sarebbe di villa “delle Regine”.

Durante l'occupazione francese, poi, nella Villa soggiornò lo stesso Napoleone nel 1805. Dopo la Restaurazione tornò a essere dimora sabauda finché, a seguito della donazione fatta dal re Vittorio Emanuele II nel 1868, il 4 luglio 1869 divenne la sede dell'Istituto Nazionale delle Figlie degli Ufficiali che combatterono durante le Guerre di indipendenza italiane. Nel corso del regno di Umberto I diversi arredi furono trasferiti a Roma al Palazzo del Quirinale, mentre durante la seconda guerra mondiale il complesso fu colpito dai bombardamenti alleati. A guerra finita la Villa ha visto un lungo periodo di degrado, sia negli spazi interni sia nella vegetazione esterna, finché dal 1994 la Soprintendenza per i beni artistici e storici del Piemonte l’ha presa in gestione, consentendo dopo lunghi lavori di restauro di aprire al pubblico dal 2006

(Nell'immagine, un dipinto che mostra Villa della Regina e sullo sfondo Superga. Dall'archivio della libreria antiquaria Bourlot di Marco Birocco - Torino)

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