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immagine di repertorio

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Pressioni a un automobilista dopo l'incidente con la cognata: vigile condannato, a casa per un anno

Voleva che si prendesse la colpa

Un agente di polizia locale 63enne in servizio a Torino, al comando San Donato-Parella, è stato condannato a sei mesi di reclusione e a un anno di interdizione dal lavoro per tentato abuso d'ufficio. La sentenza, pronunciata a mercoledì 9 gennaio 2019, arriva quasi sette anni dopo i fatti a cui si riferisce, avvenuti nel marzo 2012.

Allora un meccanico aveva tamponato l'auto della cognata del vigile. I due, non essendosi verificati danni alle persone, si erano accordati senza coinvolgere le assicurazioni e senza compilare l'apposito modulo. Pochi giorni dopo l'accaduto, però, l'uomo aveva ricevuto due telefonate da parte del pubblico ufficiale, che lo invitava a presentarsi al comando di corso Umbria e di accollarsi la responsabilità dell'accaduto, sostenendo che la donna aveva riportato lesioni.

L'agente, all'incontro a cui il meccanico si era rifiutato di compilare il modulo, gli aveva ritirato la patente. Pochi giorni dopo lo stesso vigile si era presentato nell'officina del meccanico e anche dal suo assicuratore, facendo pressione affinché firmassero il modulo di constatazione amichevole. A quel punto la vittima si è rivolta all'avvocato Amanda Paschetta ed è andata a sporgere denuncia.

I due cognati sono stati rinviati a giudizio nonostante il pm Francesco Pelosi avesse chiesto l'archiviazione. Il gip Giulia Ricci, infatti, aveva disposto l'imputazione coatta nel settembre 2015. La conclusione è stata diversa: la cognata del vigile è stata assolta dall'accusa di calunnia, per lui invece è arrivata la condanna, appunto, per tentato abuso d'ufficio. E ora dovrà stare anche un anno a casa.

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