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Giardini preda delle prostitute. Il quartiere insorge "Basta degrado"

Nell'area verde di via Santa Maria Mazzarello le lucciole consumano le prestazioni occasionali con i clienti. Residenti sul piede di guerra

La prostituzione lungo via De Sanctis e via Pietro Cossa ha finito per allargarsi anche ai marciapiedi di via Santa Maria Mazzarello. Lo denunciano i residenti della zona, alle prese da settimane con un tappeto di preservativi usati e fazzoletti sporchi che hanno reso un giardino praticamente inutilizzabile. Sia di giorno, a causa della sporcizia, sia di sera a causa del via vai delle lucciole e dei loro clienti. Una vera e propria indecenza come testimoniano le foto scattate da quelle mamme e quei papà stufi di dover continuare a convivere con il degrado. Dagli scatti appare chiaro come quell’area verde sia diventata territorio di prostituzione e illegalità con le panchine trasformate in alcova.

Il triste spettacolo inizia poco dopo le ore 22 quando le prime donne, per lo più ragazzine dell’est, arrivano in auto con i loro primi clienti della serata. La macchina che viaggia a fari accesi parcheggia vicino a due cabine telefoniche, utilizzate come spogliatoio dalle signorine. Dentro la quattro ruote si contrattata la prestazione, il rapporto invece si consuma dove capita. In qualche angolo buio oppure sulle panche mentre i residenti del civico 40 tirano giù in fretta e furia le tapparelle per non vedere ciò che di lì a poco succederà.

Una ringhiera e qualche metro di terreno appena dividono i cittadini di via Santa Maria Mazzarello da quel giardino. Troppo poco per non pensare ad un esposto di protesta da indirizzare alla questura. “Ci siamo già mossi chiedendo un intervento di pulizia di quell’area – spiega Salvatore, uno dei residenti -. Ovviamente questo sarà il primo passo. Vogliamo che le prostitute cambino aria. Non possiamo più vivere segregati in casa”. La mancanza di illuminazione e di passaggi hanno di fatto cacciato nonni e bambini e consegnato la piccola porzione di terreno all’abbandono. Ogni mattina ai residenti non resta che contare le decine di condom sparse sul terreno insieme ad involucri di plastica, deiezioni e fazzoletti. Nell’attesa che qualcuno decida una volta per tutte di porre fino a quello scempio

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