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Morte di Andrea Busca, si battono tutte le piste per scovare il pirata del mare

La tecnologia è chiamata in causa a 360° per individuare la barca che ha travolto il sub

Ormai la scena del crimine, le acque del golfo di Santa Manza in Corsica, poco o niente può ancora rivelare. Dei testimoni oculari per ora non c’è traccia, nonostante gli appelli della famiglia di Andrea Busca, il sub travolto nel pomeriggio di venerdì 29 luglio.

Per tentare di ricostruire quanto accaduto e mettersi sulle tracce dell’imbarcazione assassina, fuggita senza prestare soccorso, bisogna sperare nella tecnologia.

A partire dalle tracce lasciate dai telefoni “agganciati” quel giorno nel golfo di Santa Manza. Ma la speranza è aggrappata anche a quanto possono aver captato i radar della capitaneria. Questi tracciano le rotte delle imbarcazioni, ma non è detto che siano sufficienti a individuare i natanti, soprattutto quelli di piccole dimensioni.

Infine, l’ultimo appiglio è riposto nei satelliti che potrebbero essere transitati sul tratto di mare a 300 metri dalla costa, di fronte a Bonifacio. 

I familiari del fondatore di Universo Bimbo, intanto, non si danno per vinti e continuano a lanciare appelli volti alla ricerca di eventuali testimoni. 
 

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