Al posto della Regione un albergo, al via la variante degli immobili

A entrare nel programma di alienazione gli immobili di via Petrarca 44, piazza Castello 161/165 e via Garibaldi 2, via Principe Amedeo 17 e viale Settimio Severo 65 (villa Gualino)

Il Palazzo della Regione in piazza Castello potrebbe ospitare centri commerciali, turistici, espositivi o addirittura trasformarsi in un ristorante. Lo storico immobile che troneggia centralissimo proprio di fronte a Palazzo Madama sarà "abbandonato" in primavera, quando i dipendenti della Regione entreranno nel grattacielo - ancora in construzione - di via Nizza. Per ottimizzare i tempi, Palazzo Civico ha così dato il via libera alla variante che permetterà alla Regione di mettere in vendita il patrimonio immobiliriare della città. A entrare nel programma di alienazione e valorizzazione gli immobili di via Petrarca 44, piazza Castello 161/165 e via Garibaldi 2, via Principe Amedeo 17 e viale Settimio Severo 65 (villa Gualino): per questi, ieri, la Giunta comunale ha approvato una variante urbanistica (n°313) allo scopo di favorirne la valorizzazione immobiliare.

Gli immobili di piazza Castello, ora classificati come "Servizi pubblici-uffici", date le caratteristiche della zona, passano al settore terziario. Di fatto, quindi, potrebbero ospitare un po' tutto: da uffici per il turismo ad alberghi, a ristoranti a centri commerciali. L’immobile di via Petrarca 44 passa dalla destinazione a servizi pubblici (“servizi pubblici e attrezzature di interesse generale”) a quella di “R1–ville”, considerato che l’edificio è classificato tra quelli di “particolare interesse storico” e che si colloca in un contesto prevalentemente residenziale. L’edificio di via Principe Amedeo 17 è parte dell’ex convento di San Francesco da Paola e ospita gli uffici dell’assessorato all’Ambiente. La destinazione “Servizi pubblici”, con la variante, si trasforma in “Area Normativa TE”, prevalentemente terziario.

Infine, villa Gualino è situata in zona residenziale, in un rilevante contesto paesaggistico. Da Servizi pubblici la variante trasforma la destinazione in “Servizi privati”, corredata da una scheda che ne disciplini l’uso e i tipi d’intervento ammessi, coerenti con il contesto. Ora la palla passa al Consiglio comunale che dovrà di fatto approvare la delibera della Giunta partorita in particolare dagli assessori Stefano Lo Russo ed Enzo Lavolta.

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