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L'Ospedale Gradenigo in vendita: medici ed infermieri non ci stanno

L'opedale Gradenigo ha i giorni contanti e, con esso, anche il futuro di medici, infermieri e pazienti. Con la vendita, il presidio sanitario potrebbe trasformarsi in clinica privata

All'ospedale Gradenigo l'aria di vendita si respirava già da un po', ma ora le trattative sembrano essersi concretizzate sul serio. Il presidio sanitario della Congregazione Figlie della Carità di San Vincenzo ha i giorni contati e con esso, anche tutti i medici e gli operatori sanitari che vi lavorano all'interno. Contro la vendita del Gradenigo si sono schierati molti dipendenti che per sabato 15 febbraio hanno organizzato una manifestazione. Hanno paura per il loro posto di lavoro e per i loro pazienti.

Colpa dei tagli alla sanità pubblica e dei debiti pendenti sulla struttura. Ma a rimetterci, dopo questa vendita, non sarebbero solo i dipendenti della stessa, ma anche tutti i pazienti che al Gradenigo si recano da tempo. Sì, perchè il passaggio da un ente no-profit (quale la Congregazione) ad un privato potrebbe costare molto caro. In casi come questi la legge regionale piemontese del 1985 parla chiaro: un ospedale può mantenere lo status di presidio pubblico solo se a gestirlo è un ente no-profit. Questo significa che, nel momento in cui il Gradenigo venisse gestito da un acquirente profit perderebbe moltissimi dei suoi servizi, quali radiologia, pronto soccorso e laboratorio di analisi ambulatoriali. E molti di essi diverrebbero a pagamento.

Indignati i cittadini che, come ci conferma una sindacalista dell'RSU USB, nonchè operatore sanitario al Gradenigo, hanno dimostrato moltissima solidarietà nei confronti della vicenda: "Pensate, per esempio, ad un anziano che, ogni giorno deve sottoporsi alle analisi del sangue - afferma - In caso di vendita si vedrà costretto a cambiare ospedale. E stiamo parlando di una struttura funzionante, di un polo d'eccellenza nel campo dell'oncologia e della chirurgia". Sì, perchè il Gradenigo è un'ospedale importante, definito dal portale micuro.it come eccellenza regionale per la cura dei tumori del colon, insufficienza cardiaca e astroscopia di ginocchio. Ma i numeri non finiscono qui, perchè nel 2013, ha avuto quasi 50mila passaggi di pronto soccorso. Ed ora, con la vendita, potrebbe convertirsi in clinica privata, lungodegenza o chissà cos'altro.

Gli operatori sanitari hanno volantinato tutta la settimana, sabato vogliono farsi sentire perchè in gioco non c'è soltanto il loro futuro, ma il futuro di moltissimi utenti. Si manifesta per il proprio diritto alla salute e contro una legge regionale che non permette, in caso di acquisto da parte di un ente profit, di mantenere lo status di presidio sanitario pubblico. L'appuntamento è per sabato 15 febbraio, alle ore 10.00, davanti all'ospedale Gradenigo.

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