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Attraversamento Michelotti

Attraversamento Michelotti

Centrale idroelettrica sul Po, stravolto il progetto iniziale "Più visibile, ma più semplice"

La nuova variante al progetto prevede una soluzione più semplice, ma al contempo più impattante a livello paesaggistico. La centrale, infatti, sarebbe costruita sull'alveo e dovrebbe emergere completamente

Stravolto il progetto della centrale idroelettrica prevista in corrispondenza della traversa Michelotti, proprio nel salotto di Torino, in quella cartolina che molti turisti ci invidiano e che è fonte d'orgoglio per l'intera città. A un anno di distanza dalla firma apposta dalle ditte che si sono aggiudicate l'appalto - Camune Spa di Brescia e Ar.go Lavori di Ravenna - e che si accolleranno la costruzione dell'opera, cambiano le carte in tavola. Il progetto semi-definitivo che dovrebbe passare in Giunta entro la fine di novembre prevede una variante che sarebbe ancora più impattante rispetto a quella annunciata dal precedente progetto: la centrale, secondo le ultime dichiarazioni dell'ingegnere Giorgio Marengo, verrebbe costruita addossata alla sponda destra del Po. "Da un punto di vista tecnico è la soluzione più semplice - ha dichiarato l'ingegnere -. Canale e centrale idroelettrica non sarebbeo più costruiti all'interno del parco Michelotti, ma direttamente sulla sponda destra del Po di fianco alla conca di navigazione".

Se da una parte il progetto iniziale prevedeva sì la costruzione dell'opera incassata nella sponda destra a valle del ponte, dall'altra, tuttavia, rendeva la stessa decisamente meno visibile di quanto non lo sarebbe in seguito alle ultime varianti dettate dal progetto. Secondo le modifiche apportate al progetto da parte del soggetto privato, il corpo della centrale sorgerebbe direttamente sull'alveo, con un impatto minore sulla sponda, ma uno sviluppo verticale decisamente più visibile. Da un punto di vista paesaggistico, dunque, quest'ultima soluzione rischia di fatto di compromettere seriamente l'intera visuale che si estende di fronte a una delle opere più incatevoli della nostra città, la Gran Madre.

L'ipotesi paventata dall'ingegnere Marengo e prevista dagli ultimi cambiamenti apportati dalle ditte appaltatrici in un progetto che a suo tempo fu approvato dal Comune, ha fatto drizzare i capelli alle associazioni ambientaliste che da tempo si battono fermamente contro la costruzione di una centrale idroelettrica che all'anno porterà 5,8 gigawattora di energia pulita alla città e che contribuirà, con altri interventi accessori, a rendere navigabile il Po a valle, fino al ponte di Sassi. "L'opera e la spesa che ne deriva ci sembrano quantomeno inutili - lamenta Piergiorgio Tenani del Centro PensaNatura - . Chiediamo che ci vengano forniti dei dati precisi su cui ragionare e il tavolo tecnico che ci è stato promesso da oltre un anno. Qui c'è in gioco l'interesse di tutti, del nostro paesaggio e del nostro ambiente. Non si può stravolgere un progetto e pensare che vada tutto bene". Contrario al progetto, ma soprattutto a quest'ultimo stravolgimento c'è anche Maurizio Trombotto, consigliere Sel: "Se l'opera si farà - afferma - sarebbe comunque opportuno cercare di renderla meno impattante possibile, ragionando su un eventuale camuffamento. In caso contrario io abbandonerei definitavamente l'ipotesi di costruire una centrale".

Gli animi non sono di certo calmi, anche perchè per prendere una decisione il tempo stringe. Sulla costruzione dell'impianto l'assessore ai Trasporti e alla Viabilità Lubatti non ha dubbi, "sì farà". Al contempo, tuttavia, entro un paio di settimane dovrebbe riunirsi un tavolo tecnico a cui parteciperanno, oltre all'assessorato anche i tecnici che si stanno occupando della progettazione dell'opera e le associazioni: "Siamo disposti ad ascoltare tutti e prendere decisioni condivise - afferma Lubatti - ma ci sono tutte le condizioni perchè il progetto vada avanti anche sul fronte dei finanziamenti che sono arrivati".

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