Porte sfondate e zuffe tra cani, ennesimo raid al canile municipale

Il canile municipale di via Germagnano è bersagliato dagli atti vandalici ormai da anni. "Non c'è nulla da rubare qui, a soffrirne sono solo gli animali"

Porte sfondate a calci, macchinetta degli snak completamente svuotata, attrezzatura buttata alla rinfusa e riserve alimentari gettate a caso che hanno generato inevitabili zuffe tra cani. E' questo il risultato dell'ennesimo atto vandalico compiuto ai danni del canile municipale Enpa di via Germagnano 8, avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 febbraio.

Atti vandalici verosimilmente imputati ad alcuni delinquenti provenienti dal vicino campo nomadi. Animali anziani e gatti in degenza, detenuti nei locali attaccati, sono stati - peraltro - trovati completamente terrorizzati. Una situazione che animali e personale del canile sono costretti a vivere abitualmente.

"I volontari e i dipendenti sono spesso oggetto di lanci di pietre, insulti, sputi e molte volte le auto sono state danneggiate pesantemente - afferma l'Enpa -. Il canile è ormai in ostaggio del campo nomadi e chi ha creato questa situazione si è sempre disinteressato e continua ad ignorare le ripetute richieste di aiuto".

Sono decenni che il canile di via Germagnano ospita animali abbandonati: all'epoca del campo da rugby era una zona tranquilla, forse un po' trascurata, ma comunque vivibile. Dal 2004, dopo la costruzione con soldi pubblici del campo nomadi, la situazione è andata peggiorando. Agli atti vandalici seguono spesso roghi e cumuli di immondizia incendiata che esalano odori insopportabili.

Una situazione insopportabile, quasi come se lo stesso canile, fosse abbandonato dall'amministrazione e dalle forze dell'ordine, lasciato inesorabilmente agli atti di vandalismo. La strada che conduce al rifugio, per le continue spinte date all'inadeguata divisione predisposta dal Comune, è ormai ristretta a un vicolo in cui non riuscirebbero a passare mezzi di soccorso, qualora necessari.

Il fatto ha lasciato sgomenti anche i Cinque Stelle, in prima linea per difendere la tutela dell'ambiente e, in particolare, degli animali: "Il Prefetto e le forze dell'ordine tutelino il canile e assicurino alla giustizia i responsabili dell'episodio - affermano i consiglieri grillini Bertola e Appendino -. L'unica soluzione è dimostrare che lo Stato c'è ed è presente".

Ancora una volta la piaga nomadi - che questa volta addirittura si riversa sugli animali - colpisce nel segno ed evidenzia una situazione giunta ormai al limite della legalità e che necessita una regolamentazione opportuna. "Se le autorità preposte non sono in grado di garantire la sicurezza - afferma l'Empa - queste si assumeranno tutta la responsabilità per futuri danni a persone e animali".

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