Cronaca Vanchiglia / Piazza Enrico Toti

Vanchiglia contro la sala giochi "No alle dipendenze"

Il quartiere non vuole videopoker e slot machine. Sugli scudi anche la circoscrizione Sette che a breve interrogherà la prefettura

Un altro no secco alle sale giochi. La voce arriva dall’interno del quartiere Vanchiglia. La circoscrizione Sette, infatti, ha deciso di uscire allo scoperto, schierandosi apertamente contro le tentazioni del momento, ossia i videopoker e le slot machine. La possibilità di vedere una casa da gioco in piazza Toti ha mandato su tutte le furie la giunta che ha già promesso di usare tutti gli strumenti possibili per fermare l’ombra lunga del gioco d’azzardo. L’ultimo tentativo per bloccare la sala giochi di Vanchiglia verrà fatto a giorni, forse ad ore. La circoscrizione Sette lancerà un appello al prefetto affinché intervenga per scacciare una volta per tutte il demone del gioco. Un’ultima mossa, quasi disperata, che verrà portata avanti dal presidente Emanuele Durante e dal coordinatore alla Sanità Ernesto Ausilio.

L’invito preciso è quello di non portare dipendenze in un quartiere che di problemi, per fortuna, ne ha pochi. “Corso Belgio ha bisogno di tutto fuorché di una sala giochi in bella vista – spiega Ausilio -. Per questo sono disposto anche a denunciare il caso alla procura della Repubblica se non verrà fermato quello che secondo noi è un grave scempio”. A fianco della futura sala giochi ci sarebbero anche una parrocchia e una piazza molto frequentata dai giovani e dagli anziani.

Senza contare che proprio nel quartiere è stata avviata neanche un anno fa un’importantissima campagna di sensibilizzazione al gioco d’azzardo e al fenomeno del bullismo. Campagna promossa a favore dei soggetti deboli proprio a causa del proliferare delle sale giochi tra i quartieri Aurora e Vanchiglia. Un’iniziativa che oggi si scontra con la dura realtà. “Ci sembra ragionevole pensare a una qualche limitazione, a una sorta di controllo di tutte queste licenze – dichiara Ausilio -. In modo tale che la libertà di coloro che vogliono giocare d'azzardo non interferisca con il diritto dei ragazzi di crescere senza quelle che a mio modesto avviso sono delle tentazioni davvero molto discutibili”.

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