Cronaca

I droni in aiuto alla Croce Rossa, al via la sperimentazione a Susa

I droni vengono utilizzati principalmente nelle situazioni di emergenza, dove la velocità di esecuzione e professionalità dell'intervento sono determinanti per salvare vite umane

Nascerà a Susa il secondo team italiano di soccorritori "Apr-Sar" (Aeromobile a pilotaggio remoto), l'equipe medica della Croce Rossa in grado di utilizzare i droni per attuare le operazioni di salvataggio.

Dopo la prima sperimentazione a Bologna, il piccolo robot telecomandato in grado di gestire emergenze e facilitare il ritrovamento di dispersi arriva anche in Piemonte. I droni vengono utilizzati principalmente nelle situazioni di emergenza, dove la velocità di esecuzione e professionalità dell'intervento sono determinanti per salvare vite umane.

Secondo il delegato delle attività di emergenza Michele Belmondo, i droni potranno volare già a partire dal mese di settembre e sempre in autunno si svolgeranno, per i piloti, i corsi dell'Enac, finalizzati all'acquisizione del brevetto per la guida dei piccoli robot.

"Stiamo creando una squadra di 10-15 soccorritori specializzati - ha spiegato Michele Belmondo - che dovranno saper pilotare il drone e utilizzare l'apposita vettura a supporto".

Nelle operazioni di Croce Rossa, infatti, il drone può risultare fondamentale per intervenire in situazioni rischiose senza mettere in pericolo gli esseri umani.

Il ruolo dell’Apr, in questi contesti, sarebbe creare dei modelli 3d delle aree su cui è necessario intervenire, così da tracciare la strada per gli aiuti via terra.

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