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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca Centro / Piazza San Carlo

Sondaggio in città: Torino ai torinesi piace di più rispetto a 20 anni fa

Per i torinesi negli ultimi 20 anni la città è migliorata o peggiorata? Il 64% ha risposto che si sta meglio oggi. Assessore Lo Russo: ”Questo è un macrodato molto significativo, in generale è un risultato positivo"

Guardando gli ultimi vent'anni Torino è diventata più bella o più brutta? Si vive meglio o peggio? Per la maggior parte dei torinesi - il 64% di 1.140 presi a campione in tutta la città - il capoluogo piemontese è migliorato, anche se il dato varia da zona a zona presa in esame, con una percentuale più positiva lungo le Spine 1 e 2 e più negativa verso la Spina 3. Questo è il risultato complessivo di un'indagine commissionata dall'Urban Center sulla percezione da parte dei torinesi sulle trasformazioni urbanistiche avvenute da quando è stato approvato il Piano Regolatore (20 anni fa) a oggi.

Solo per un torinese su dieci la città è peggiorata negli ultimi anni, in particolare per coloro che abitano nelle zone che durante le Olimpiadi erano di primo piano. Così è ad esempio per via Giordano Bruno, in cui le palazzine e l'ex Moi sono oggetto di occupazione e di degrado quotidiano. Un detto dice che "l'erba del vicino è sempre più verde", ed è quello che pensano anche i torinesi che alla domanda "Come giudichi le trasformazioni urbanistiche delle altre zone rispetto alla tua?" hanno risposto "peggiori" solo nel 7% dei casi, limitandosi a dire ”dello stesso livello" nel 45% delle risposte.

Complessivamente però la città piace di più, secondo i torinesi è migliorata parecchio negli ultimi anni. 

COSA VA E COSA NON VA
Non c'è una risposta univoca a questo dilemma. Dipende da zona a zona: per esempio il trasporto pubblico è tra le cose più apprezzate della Spina 2, quella che si estende per l'intero corso Inghilterra, da corso Vittorio Emanuele II a piazza Statuto, ma è una delle cose da rivedere per coloro che abitano nel centro storico e nelle zone periferiche della città. Stessa cosa per le piste ciclabili, tanto apprezzate lungo il Po e intorno a corso Inghilterra quanto detestate (per come sono ora) nella zona Sud di Torino e in Spina 3.

Se ci sono due cose che però mettono tutti d'accordo sono la realizzazione della metropolitana, inesistente vent'anni fa e costruita in occasione delle Olimpiadi inverno del 2006, e la pedonalizzazione del centro, cosa avvenuta in più step, ultimo dei quali quello del tratto di via Roma da piazza Castello a piazza San Carlo. Solo guardando alcune fotografie ormai ci si ricorda com’erano via Lagrange o piazza San Carlo prima di diventare a uso esclusivo dei pedoni. In questo caso l’intervento dell’amministrazione è più che riuscito.

GRATTACIELI
Questo è stato uno dei temi più discussi dalla firma del Piano Regolatore a oggi. Già durante il secondo mandato di Sergio Chiamparino come sindaco di Torino si erano sviluppati i due grossi progetti oggi diventati (quasi) entrambi realtà. Negli anni le contestazioni sono state superiori agli apprezzamenti eppure, come constatato dal successo di pubblico nelle aperture del palazzone di Intesa Sanpaolo, il 55% del campione di torinesi ha detto che i grattacieli sono una bella novità per la città. Il 36% di coloro a cui invece non piacciono si divido in due categorie: c’è chi non li apprezza proprio perché causano troppa ombra, oppure perché lo stile differisce troppo da quello delle costruzioni circostanti o perché l’altezza rovina il panorama. C’è chi invece, tra coloro che hanno risposto che i grattacieli torinesi sono una cosa negativa, non li apprezza dal punto di vista architettonico perché sono troppo bassi.

VITA NOTTURNA E OFFERTA CULTURALE
Altri due punti che mettono la stragrande maggioranza dei torinesi d’accordo. Otto cittadini su dieci premiano l’offerta culturale che Torino ha messo a disposizione negli ultimi anni, giudicando ottima l’attrattività turistica, aggettivo che nella “Torino industriale” non ci si sarebbe mai sognati di accostare al capoluogo piemontese e che invece oggi è sempre più realtà. Anche la vita notturna, intesa come locali, ristoranti e luoghi di aggregazione vari aperti in particolare dal 2006 a oggi, è vista come un’opportunità positiva.

In generale ciò che invece ha ricevuto meno punti, e quindi è meno gradito ai torinesi, sono il trasporto pubblico e la viabilità, resa difficile in diverse zone di Torino a causa di infiniti cantieri.

SU COSA DEVE PUNTARE TORINO NEL FUTURO?
“Bisogna creare occasioni di sviluppo e posti di lavoro”: questo ha risposto un torinese su due. Il tema del lavoro è stato da sempre delicato e discusso in una città in cui negli anni sono arrivati migliaia di persone da altre regioni, in particolare dal Sud Italia, per cercare un’occupazione. Finché Torino è rimasta industriale sembrava che la città offrisse sempre opportunità lavorative, cosa che oggi non si pensa più.

Parlando di percentuali, il 31% degli intervistati vorrebbe che la Città si occupasse maggiormente del trasporto pubblico, incrementando le linee attuali e dando seguito alla prima linea della metropolitana. Obiettivi comuni anche dell’attuale amministrazione che ha già in cantiere altre stazioni della metro (che arriverà a Rivoli) e in progetto c’è anche la linea 2.

Proprio una seconda linea della metropolitana è l’intervento urbanistico da realizzare in modo prioritario secondo i torinesi. Al secondo posto c’è una cosa che era impensabile vent’anni fa, e cioè un potenziamento della rete wifi pubblica e gratuita in tutta la città. Seguono a ruota un rafforzamento delle piste ciclabili, maggiori aree pedonali e nuove case popolari. Ultimo dato su cui soffermarsi è l’offerta dei supermercati: la situazione da questo punto di vista è radicalmente cambiata rispetto agli anni Novanta e i cittadini ne sono ben felici, tant’è che la maggior parte va a fare la spesa direttamente sotto casa.
 

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