Cronaca

Uova contro ministri Fornero e Profumo. Protesta dei sindacati

E' finita con il lancio di alcune uova verso le auto in partenza e le cariche della polizia la manifestazione contro i ministri Elsa Fornero e Francesco Profumo

La manifestazione organizzata dalla Cub e appoggiata da Cobas e Usb contro i ministri Elsa Fornero e Francesco Profumo è finita con il lancio di alcune uova verso le auto in partenza e le cariche della polizia. I due rappresentanti del Governo erano a Torino per l'incontro sulla scuola organizzato dalla Conferenza Episcopale del Piemonte. Ingente davanti al Teatro Nuovo lo spiegamento delle forze dell'ordine, quasi sproporzionato rispetto al numero dei contestatori, circa duecento secondo gli organizzatori.

I momenti di tensione sono stati al termine della Conferenza: dai manifestanti, tenuti a distanza da un cordone delle forze dell'ordine, è partito il grido 'vergogna, vergogna' nei confronti dei due rappresentanti del governo e il lancio di alcune uova. Poi, nelle strade limitrofe al teatro, lo scontro tra un gruppo di antagonisti dei centri sociali e gli agenti, colpiti da qualche pietra e da fumogeni. La polizia è riuscita poi a disperdere i contestatori. "In questo Paese c'é poco spirito costruttivo, ma anziché lamentarsi e protestare bisogna lavorare insieme. Forse ne avremmo tutti qualche beneficio", dice dal palco, prima degli incidenti, il ministro Fornero, che auspica una rapida approvazione della riforma del lavoro.

"Siamo accusati di avere poca anima, nessun calore - afferma davanti all'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia e ai rappresentanti delle associazioni cattoliche - di guardare solo al rigore finanziario, ai vincoli di bilancio. Ci rimproverano di avere troppa poca attenzione ai giovani, dicono che la riforma del mercato del lavoro non crea occupazione. Noi speriamo crei i presupposti per avere i posti di lavoro". Fornero, che lunedì andrà all'Alenia di Caselle per illustrare la riforma del lavoro in un'assemblea in fabbrica, difende anche la riforma delle pensioni che "é stata giudicata troppo severa, dimenticando che è quella che ha più allontanato lo spettro della crisi finanziaria. Avrebbe voluto dire non poter pagare gli stipendi e le pensioni".


Il ministro del Lavoro invita anche le famiglie a non considerare una priorità l'acquisto della casa "rispetto a dare un adeguato capitale umano ai figli". "In molti casi - afferma - si spingono i figli a trovare un lavoro per contribuire all'acquisto della casa. Qualche volta, risulta anche da ricerche empiriche, magari anche per difficoltà finanziarie, si sacrifica l'educazione dei figli pur di arrivare prima alla casa. La casa è certamente un valore importante, ma bisogna anche considerare le priorità. Le case si possono lasciare ai figli ma conta di più una struttura di conoscenza e flessibilità mentale, un'adattabilità al cambiamento che solo la formazione può dare". (Ansa)

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