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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Università, in Piemonte mancano i fondi: via 150 ricercatori

I presidi delle tre facoltà universitarie di medicina del Piemonte (Torino, Orbassano e Novara) lanciano l'allarme. E l'anno prossimo altri 68 ricercatori perderanno il posto


Gli atenei navigano a vista: pochi fondi, futuro incerto, e i primi a pagare lo scotto sono i ricercatori. Quest'anno le università del Piemonte non hanno rinnovato assegni e borse di studio per 150 ricercatori biomedici a causa dell'azzeramento dei finanziamenti regionali registrato negli ultimi due anni. Mancano anche i fondi per i materiali per la ricerca e, tra un anno, altri 68 ricercatori biomedici, ai quali la Regione aveva finanziato progetti per circa cinque milioni di euro, resteranno senza risorse.

I presidi delle tre facoltà universitarie di medicina del Piemonte (Ezio Ghigo di Torino, Piermaria Furlan di Orbassano e Mario Pirisi di Novara) lanciano l'allarme in una conferenza stampa che si è svolta oggi a Torino. Il rischio non è solo la ormai celebre "fuga dei cervelli", ma anche la limitazione della partecipazione a progetti cofinanziati dall'Unione Europea. Se il blocco dei finanziamenti perdurasse - hanno spiegato - un'intera generazione di ricercatori andrebbe persa con ricadute gravissime sul futuro.

Negli scorsi anni il finanziamento regionale oscillava fra i tre e i quattro milioni di euro e ha coperto storicamente circa il 15% dei costi della ricerca biomedica im Piemonte. "Quando la Regione Piemonte ha messo a disposizione le risorse, come è successo con i 25 milioni di euro stanziati nel periodo 2003-04 - ha sottolineato Franco Merletti, della Commissione ricerca della Facoltà di medicina dell'Università di Torino - è stato possibile effettuare studi con ricaduta immediata sul territorio regionale, come quelli sul mesotelioma pleurico nella zona di Casale Monferrato e quello sulla sostituzione della visita individuale con incontri periodici per piccoli gruppi di pazienti affetti da diabete, che ora è stato adottato da diversi centri diabetologici italiani".


Fonte Ansa

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