menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Giulia Garattini, la ragazza di 21 anni uccisa dal padre a Collegno

Giulia Garattini, la ragazza di 21 anni uccisa dal padre a Collegno

Omicidi-suicidio a Collegno: la pistola della strage era stata rubata

Prima di compiere la strage aveva rubato la pistola al padre Daniele Garattini. L'arma da cui sono partiti i colpi, infatti, era regolarmente denunciata dall'anziano, che vive a Torino. Il furto sarebbe avvenuto la mattina della strage

Daniele Garattini, l'uomo che nell'ultimo giorno del 2013 ha ucciso la moglie, la figlia e la suocera a Collegno, ha compiuto la strage familiare usando la pistola del padre.

I Carabinieri hanno accertato che l'arma fosse regolarmente registrata, ma questa non apparteneva al cinquantaseienne, che dopo aver esploso i colpi di pistola si è tolto lui stesso la vita. Dall'interrogatorio fatto ai genitori di Daniele Garattini è emerso che la pistola si trovava nella loro abitazione a Torino almeno fino a qualche giorno fa. Da quanto è stato raccontato, loro non sapevano che il figlio l'avesse presa. E' probabile che abbia rubato l'arma la mattina stessa della strage, quando in casa c'era solo la madre.

Nel pomeriggio l'uomo ha usato poi la pistola per sparare e uccidere la moglie Letizia Maggio, la suocera Daria Maccari e la figlia Giulia, di 21 anni. Gli amici di quest'ultima, la ragazza ventunenne che avrebbe dovuto festeggiare il Capodanno fuori di casa, non si danno pace per quanto successo. Il dolore, l'amarezza e lo sgomento lo hanno espresso su facebook. "Doveva essere il giorno più bello, avremmo festeggiato insieme. La vita è così breve... Dove sei ora?", si legge in un messaggio lasciato sulla sua bacheca, oppure: "Ciao Giulia, non ho parole per ciò che è successo, sono rimasta sconvolta, l'abbiamo scoperto stamattina della tua tragica fine... Eri una persona gentile e brava e all'orizzonte stava nascendo una bella amicizia fra noi... Tu sei in un altro posto, dove le cattiverie e le tragedie non ci sono... Riposa in pace". "La vita non è giusta", commenta invece una delle compagne dei corsi di danza che la ragazza frequentava. "Non ci credo ancora... Ti voglio ricordare con la determinazione con cui avevi iniziato danza già grande... e con semplicità ti eri divertita con noi...". "Rimarrai sempre nel pensiero di tutti - dice un altro amico - perché non meritavi assolutamente tutto ciò... Non riesco a crederci...".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TorinoToday è in caricamento