Promettono guadagni facili, ma intascano i soldi: tre arresti, nove denunciati

Una dozzina di raggirati

Un alloggio posto sotto sequestro

Illudevano gli investitori chiedendo soldi da investire in fondi esteri ma li reinvestivano in loro società (italiane, britanniche e bulgare) e, a volte, per pagare gli interessi dei truffati precedenti allo scopo di fare capire che l'investimento era valido. La promessa, del resto, era allettante con un rendimento promesso fino al 9% annuo del capitale investito.

Sono tre le persone arrestate (i capi, che avevano i loro uffici nel centro di Torino, e che sono ritenuti dei veri professionisti della truffa) e altre nove quelle denunciate dalla guardia di finanza di Torino, responsabili di aver ideato e gestito un’associazione per delinquere transnazionale finalizzata alla truffa aggravata, all’abusiva attività finanziaria, all’abusiva attività di raccolta del risparmio e all’autoriciclaggio. Gli arrestati sono due fratelli italiani di 71 (residente a Bruino) e 62 anni (residente a Buttigliera Alta), più il figlio del primo, di 50 anni (residente alla Crocetta a Torino).

Venti le perquisizioni eseguite in Piemonte e Lombardia e circa un centinaio i finanzieri impiegati nella giornata di oggi, giovedì 13 giugno 2019. Sequestrati conti correnti, auto e quote societarie.

Le custodie cautelari, emesse dall'ufficio gip del Tribunale di Torino, sono giunte al termine di un’articolata indagine condotta dal nucleo di polizia economico-finanziaria del capoluogo piemontese e coordinata dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dal pm Enzo Bucarelli.

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Gli affiliati avevano il compito, a vario titolo, di adescare clienti e investitori, di convincerli circa la genuinità, la remuneratività e la legalità delle loro proposte di investimento, nonché di curarne i relativi aspetti economici, finanziari e burocratici.

Tra gli associati anche un avvocato cassazionista milanese che partecipava alle attività in qualità di consulente e intermediario tra i promotori dell’associazione e le vittime della frode, percependo cospicui compensi.

Il danno calcolato è di due milioni e 700mila euro nei confronti dei truffati, che sono 12 tra persone fisiche e giuridiche, anche se si sta cercando di capire se ve ne siano delle altre.

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