Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Nizza Millefonti / Via Genova

Migliaia di persone truffate da Tutto Pellet, centinaia le denunce già fatte

Aumentano le persone raggirate dal negozio di pellet di via Genova. Sul web impazzano le segnalazioni e le cifre che il 24enne Fabio Ballerino ha ricevuto per le vendite mai concretizzatesi a causa della sua fuga

Nel giro di poche ore sono state fatte centinaia di denunce. Il brutto scherzo - su cui non c’è niente da ridere - tirato da Fabio Ballerino, il 24enne titolare del negozio Tutto Pellet di via Genova, ha mandato su tutte le furie migliaia di persone. Non si tratta solo di torinesi, ma di clienti che avevano ordinato e pagato il pellet da diverse parti d’Italia, attirati da un prezzo super conveniente. Ma questo si è rivelato solo un amo a cui hanno abboccato tantissime persone che ora si ritrovano a fare i conti non solo con soldi spesi per nulla, ma anche, in alcuni casi, di mancanza di fondi per poter acquistare nuovo combustibile per stufe.

La saracinesca del negozio in via Genova anche questa mattina era chiusa, per il terzo giorno di seguito, dopo le aperture normali della scorsa settimana. Tutto Pellet ha aperto a Torino circa sei mesi fa, quasi contemporaneamente alla panetteria vicina. La signora che gestisce quest’ultimo locale commerciale si è detta, alla pari delle persone truffate, molto stupita. “Era un ragazzo dai modi molto gentili - ci confessa -. Abbiamo praticamente aperto insieme e ricordo che ci aveva invitato alla sua inaugurazione dicendo di tenerci molto”. E fino alla scorsa settimana i rapporti sono stati molto amichevoli, senza che ci fosse il minimo dubbio di cosa invece Ballerino stesse tramando. “E’ tre giorni che molte persone si presentano di fronte al negozio Tutto Pellet e imprecano - ci dice ancora la panettiera -. Lunedì sono intervenuti anche i carabinieri perché la situazione rischiava di degenerare”.

Anche noi incontriamo qualche cliente raggirato in via Genova. “Io ho dato 700 euro per il pellet e solo oggi ho saputo tutta la vicenda - ci spiega un signore sulla quarantina d’anni in compagnia del figlio -. Il problema è che non ho altri soldi per poterne comprare altro”. Una situazione che purtroppo accomuna molti clienti, costretti a dare un anticipo del 30% al momento dell’ordinazione e a saldare con almeno una settimana di anticipo rispetto all’arrivo del materiale, quindi non meno di sette giorni fa in tempi quasi non sospetti.

Ora che il raggiro è uscito allo scoperto cosa fare? Sui social network già moltissimi clienti di Tutto Pellet si sono riuniti in gruppi e pagine. Ma nella pratica è l’Acu Piemonte, Associazione Consumatori Utenti, a spiegarci come deve procedere chi ha pagato e non ha ricevuto il pellet. “Come prima cosa c’è da mandare con raccomandata una lettera di diffida di adempimento - ci spiega la responsabile Rosanna Minafra -. Questa lettera deve essere inviata alla sede legale di Tutto Pellet, anche se il negozio è chiuso. Quando saranno passati 15 giorni e non ci sarà stata nessuna risposta il contratto si intenderà risolto per loro inadempimento e pertanto si chiederà la restituzione di quanto pagato”. Con la copia della raccomandata e la ricevuta di invio ci si può recare dai carabinieri per effettuare la denuncia. “Volendo - aggiunge Rosanna Minafra dell’Acu Piemonte - ci si può unire al nostro gruppo con cui stiamo preparando un esposto”.

Addentrandoci meglio in una situazione che è davvero complessa, si può fare ancora più chiarezza: attualmente si procede - e in questo caso l’Acu Piemonte sta portando avanti la questione di diverse persone che non hanno ricevuto quanto ordinato e pagato - su due fronti, uno penale e uno civile. Penalmente si sta cercando di riottenere la restituzione del denaro versato fino ad oggi dai clienti di Tutto Pellet, e per questo si necessita di un provvedimento d’urgenza firmato dal magistrato. “Una precisazione è necessaria farla - concludono dall’Acu Piemonte -. Ogni situazione deve essere valutata, perché molti clienti devono ancora arrivare al giorno di consegna e quindi non possono ancora procedere con la raccomandata. Per questo motivo è meglio valutare caso per caso”.

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