Partecipate del Comune, a due AD compensi per 900mila euro erogati indebitamente

I fatti si riferiscono agli anni dal 2011 al 2013, sono 12 le persone che hanno concorso al compimento della truffa

L’indagine sui compensi attribuiti agli amministratori delegati di due società interamente partecipate dal Comune di Torino, eseguita dalla Guardia di Finanza di Torino, ha permesso di far emergere la violazione delle disposizioni di finanza pubblica. La legge finanziaria 2007 aveva limitato gli emolumenti degli amministratori di società partecipate da amministrazioni pubbliche locali, ponendo un tetto massimo di stipendio parametrato al compenso percepito dal Sindaco del Comune di Torino. La disposizione però, tra il 2011 e il 2013, è stata aggirata con un danno per la finanza pubblica pari a 895.000 euro. 

In particolare, per un amministratore delegato di una delle due aziende partecipate dal Comune, è stato verificato come, per rialzare lo stipendio, fosse stata proposta nell’assemblea degli azionisti e successivamente disposta in consiglio di amministrazione, un’integrazione del compenso attraverso l’assegnazione all’amministratore di funzioni dirigenziali e la creazione di un’apposita direzione così da garantire una retribuzione addirittura superiore a quella percepita fino a quel momento.

Nelle seconda azienda partecipata, invece, all’amministratore delegato è stato conferito un incarico professionale biennale, successivamente convertito, con decreto a firma del Sindaco di Torino, in nomina triennale a consigliere e amministratore delegato dell’azienda partecipata. Durante tale incarico, il consiglio di amministrazione aziendale ha deliberato di affidargli un contratto di consulenza di due anni, con tacito rinnovo alla scadenza di ulteriori 12 mesi, il cui compenso è stato maggiorato del 15% per spese generali. L’affidamento dell’incarico non è stato preceduto da nessuna prova selettiva, nessuna verifica interna sull’effettiva necessità dello stesso, né da alcun riscontro della eventuale presenza di professionalità interne che potessero svolgere attività analoga a quella di consulenza, peraltro molto generica, indeterminata e priva di riscontro effettivo su eventuali risultati.

Gli accertamenti svolti hanno consentito di individuare una pluralità di persone che hanno concorso, in maniera diversa, al danno erariale. Si tratta di coloro che hanno disposto l’erogazione delle somme contro le previsioni di legge e delle persone che hanno omesso i controlli sull’osservanza delle norme di finanza pubblica da parte delle società partecipate, oltre ai due amministratori delegati destinatari degli emolumenti. 

Le due società partecipate e lo stesso Comune di Torino hanno subìto un danno patrimoniale pari a 895.000 euro, imputabile, pro-tempore, a dodici persone: i due amministratori delegati, i componenti dei consigli di amministrazione delle due società e i funzionari del Comune di Torino che avrebbero dovuto attivare i controlli e far rispettare la norma imperativa di finanza pubblica. A questi è stato notificato un invito a dedurre, con l’intimazione, di risarcire i danni in favore delle amministrazioni danneggiate.

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