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immagine di repertorio

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Con un'ingegnosa truffa subisce il furto di due Rolex: banche condannate a risarcirlo

Il giudice: "Non abbastanza diligenti" nella transazione

Per i Rolex rubati con una truffa pagano le banche, ritenute responsabili di non essere state abbastanza "diligenti" nella transazione.

Quella pronunciata ieri, giovedì 23 novembre 2017, dal giudice monocratico Luca Martinat della prima sezione civile del tribunale di Torino, è una sentenza singolare e in parte storica. Due banche, la Cariparma-Crédit Agricole e la Cassa di Risparmio di Asti, sono state condannate a risarcire in solido di 32mila euro più le spese un torinese di 45 anni che nel febbraio 2015 aveva subito una tra le più classiche delle truffe, rimettendoci appunto due Rolex.

La truffa tramite la clonazione della linea telefonica della banca

Nel febbraio 2015 l'uomo, correntista alla Cassa di Risparmio di Asti, aveva messo in vendita online un paio di orologi di lusso. Era stato contattato da un sedicente uomo d’affari con cui aveva contrattato il prezzo d’acquisto, alcune decine di migliaia di euro. L’acquirente, dichiarando di non potersi recare a Torino da Napoli, dove diceva di abitare, aveva inviato al venditore un proprio emissario al quale aveva affidato due assegni circolari non trasferibili della Cariparma-Crédit Agricole intestati al venditore per il prezzo pattuito.

Il venditore, proprio per cautelarsi dal rischio di insolvenze, si era recato con l’emissario nell’agenzia della Cassa di Risparmio di Asti in cui ha il conto corrente per chiedere il cosiddetto ‘bene-emissione’ (ossia la verifica interbanche sulla copertura economica del titolo). La filiale aveva contattato telefonicamente sui numeri risultanti dai registri quella della Cariparma-Crédit Agricole che avrebbe emesso il titolo e aveva ottenuto la conferma di copertura. La consegna degli orologi si era così conclude, ma pochi giorni dopo entrambi gli assegni erano stati respinti in quanto risultati contraffatti e, quindi, le somme non sono state mai accreditate.

Chiaramente, quando il funzionario della Cassa di Risparmio di Asti aveva chiamato la Cariparma-Crédit Agricole era accaduto che qualcuno era riuscito a clonare il numero della banca destinataria della telefonata e a rispondere al suo posto, permettendo così che si concretizzasse la truffa.

L'indagine penale successiva all'accaduto non ha mai permesso di individuare i responsabili.

Il verdetto: "Clonazione delle linee nota da mesi"

La vittima del raggiro ha così deciso di percorrere la strada civile ravvisando comunque una qualche responsabilità degli istituti bancari. Si è così rivolto agli avvocati Matteo Bonatti e Andria Corneli, che lo hanno rappresentato in tutto il procedimento.

Entrambe le banche sono state citate in giudizio e sono state chiamate a rispondere per responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

Il giudice Martinat ha motivato la sentenza di condanna sostenendo che "la Cassa di Risparmio di Asti non ha garantito il proprio correntista e svolto nella maniera più diligente la verifica richiesta, limitandosi a un contatto telefonico senza conferme scritte, mentre la Cariparma-Crédit Agricole non ha sorvegliato sulla sicurezza delle proprie linee telefoniche e non ha allertato le altre banche sulla circostanza, a lei nota da mesi, che venivano clonate le sue linee telefoniche".

Anche l’arbitrato bancario interno aveva raggiunto analoghe conclusioni.

Un piccolo concorso di colpa è stato attribuito, in ogni caso, anche al venditore, che non aveva preteso i documenti d’identità dell’emissario del sedicente compratore. Per questa ragione il risarcimento stabilito dalla sentenza non copre l'intero valore dei Rolex.

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