Cronaca

La truffa del reddito di cittadinanza: altre 140 persone forniscono l'indirizzo fasullo di Torino

Sono state smascherate dai carabinieri di Vicenza e probabilmente ce ne saranno ancora

Si allargano le indagini su coloro che sceglievano come residenza fittizia (anche perché inesistente) via della Casa Comunale 3 a Torino per percepire indebitamente il reddito di cittadinanza. Dopo i 960 indagati da parte della polizia locale del capoluogo piemontese un mese fa, a inizio marzo 2022 un seguito dell'operazione arriva dai carabinieri del nucleo ispettorato lavoro di Vicenza e della compagnia di Bassano del Grappa, che hanno accertato che accadeva lo stesso da quelle parti con il medesimo modus operandi.

L'indagine, partita la scorsa estate, riguarda come l'altra romeni che sono stati smascherati tramite accertamenti incrociati tra i dati forniti all'Inps e l'anagrafe, dopo le segnalazioni ricevute dai direttori degli uffici postali. Tutti gli indagati, questa volta 140, avevano autocertificato il falso fornendo come residenza l'indirizzo inesistente di Torino. In realtà non erano mai stati residenti sul territorio nazionale e non avevano mai svolto attività lavorativa in Italia. Falsa anche la loro documentazione Isee.

Per tutti è scattata la denuncia a piede libero per avere reso o utilizzato documenti falsi o attestanti cose non vere al fine di assicurarsi il beneficio. Il danno stimato per l’erario stavolta ammonta a oltre 460mila euro, che si aggiungono ai sei milioni dell'operazione del mese scorso. Tutte le carte di credito rilasciate per il prelievo mensile del reddito di cittadinanza sono state immediatamente bloccate. Probabilmente le indagini non si concluderanno con questi 1.100 indagati.

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