Finge di essere un suo vecchio amico prete e ottiene ricariche per 2.250 euro: truffatore a processo

Vittima un religioso

immagine di repertorio

Con semplici telefonate ha convinto un anziano religioso, superiore della comunità dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, di essere un suo vecchio amico prete e di avere i familiari in difficoltà economiche ed è riuscito a farsi ricaricare la carta Postepay, con quattro diversi versamenti, di 2.250 euro. Per questa ragione un italiano 63enne di Napoli è a processo per truffa e sostituzione di persona in tribunale a Ivrea. La comunità religiosa, infatti, ha sede a San Giorgio Canavese.

I fatti sono avvenuti tra il 10 e il 23 settembre 2014. Il truffatore ha contattato il prelato, oggi 84enne, ed è riuscito a convincerlo di essere un suo vecchio compagno di corso, prete nella diocesi di Pescara. Gli ha raccontato che la sua famiglia si era trasferita da poco a Pinerolo e gli ha chiesto un primo versamento di 200 euro sulla carta intestata a suo nome. Nei giorni successivi è riuscito a ottenere ricariche di 900, 700 e 450 euro. Quando gli ha chiesto un'ulteriore ricarica di mille euro la vittima ha scritto una lettera al suo vecchio amico, allegando le ricevute di versamento, e ha scoperto che quest'ultimo era all'oscuro di tutto. Così ha presentato denuncia ai carabinieri, che sono riusciti a risalire all'identità del truffatore (naturalmente era l'intestatario della carta Postepay).

Il processo si svolge davanti al giudice Maria Claudia Colangelo. Il religioso canavesano è assistito dall'avvocato Enrico Scolari.

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