Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Smartphone e contratti telefonici ottenuti con dati e carte di credito di ignari cittadini: nei guai un gruppo di truffatori

I carabinieri hanno documentato l’acquisto di 63 smartphone e 67 schede telefoniche con un danno patrimoniale di 55.000 euro per 5 titolari di negozi di telefonia nonché per gli inconsapevoli intestatari dei contratti telefonici

Immagine di repertorio

Un’indagine condotta dalla Stazione Carabinieri di Grugliasco, tra settembre 2018 e novembre 2019, ha permesso di documentare una truffa ai danni di ignari cittadini alla quale hanno partecipato due impiegati di un centro di telefonia di Torino i quali, utilizzando i documenti di identità e gli estremi delle carte di credito di ignare persone, acquistavano a nome delle vittime sim card e telefoni cellulari di ingente valore. 

La truffa

Per i militari, lo schema della truffa era quello di attivare contratti di telefonia con piani rateali che prevedono la consegna dei beni senza l’esborso immediato di denaro. Questo consentiva di rivendere i prodotti a terze persone, prevalentemente all’estero, prima che il reale intestatario della carta di credito usata potesse accorgersi dell’addebito. Complessivamente i carabinieri hanno documentato l’acquisto di 63 smartphone e 67 schede telefoniche con un danno patrimoniale di 55.000 euro per 5 titolari di negozi di telefonia nonché per gli inconsapevoli intestatari dei contratti telefonici.

I provvedimenti presi a carico dei componenti del gruppo

Oggi, alle prime ore dell’alba, nella provincia di Torino oltre 40  carabinieri del Comando Provinciale di Torino hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del capoluogo piemontese su richiesta del Gruppo criminalità organizzata comune e sicurezza urbana della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 4 italiani ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa, sostituzione di persona, indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito. Altre 9 persone, tutte di nazionalità italiana, sono indagate a piede libero a vario titolo per aver fatto parte del sodalizio o per aver concorso nella commissione di singoli reati.
 
 

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