Cronaca Pozzostrada / Corso Monte Cucco, 108

Corso Monte Cucco, "prendo tre, pago due": truffa al Carrefour

Tre persone sono state arrestate dai Carabinieri di Mirafiori per aver truffato alcuni supermercati. In particolare al Carrefour di corso Monte Cucco, sono riusciti a sottrarre 102 bottiglie di spumante pregiato

I Carabinieri della compagnia di Mirafiori hanno arrestato tre persone con l'accusa di truffa e ricettazione. G.F., 50 anni, P.V., 53 anni, e V.P., 25 anni, tutti residenti nella provincia di Napoli, lavoravano (forse sono i soci) per una ditta di distribuzione e vendita all’ingrosso e al dettaglio  prodotti alimentari della provincia partenopea.

I tre hanno raggirato i dipendenti del supermercato “Carrefour” di corso Monte Cucco 108, riuscendo a sottrarre 102 bottiglie di spumante di pregio, nascondendole assieme ad altre che avevano regolarmente pagato. L’ammanco è stato notato immediatamente dai titolari del supermercato che hanno chiamato i carabinieri per un controllo. I militari sono riusciti a rintracciare l’autocarro, intestato a una ditta di distribuzione e vendita della provincia di Napoli, poco distante dal supermercato. Oltre alle bottiglie rubate, i militari hanno sequestrato ulteriori 612  bottiglie dello stesso ritenute provento di reato, 820 pacchi di un noto caffè napoletano e la somma in contanti di 17.494 euro,  della quale non hanno saputo giustificare il possesso. I tre fermati avevano con sé una sorta di libro mastro e un piano di viaggio dove erano indicate le consegnate a domicilio effettuate in tutto il Nord Italia.  Al momento non ci sono responsabilità a carico dei clienti destinatari dei prodotti.

Il modus operandi della banda era sempre lo stesso: individuavano un supermercato affollato con le migliori offerte di loro interesse. Riempivano più carrelli con decine di casse e confezioni del prodotto scelto (spumante e caffè in questo caso), quindi individuavano la cassa con la cassiera più distratta e poi la convincevano a non far passare tutti gli acquisti sul nastro e di aver preso un numero inferiore di merce rispetto a quanto effettivamente fosse il numero delle confezioni. Pagavano 50 casse o confezioni di merce, ad esempio, e ne portavano via 80.


La merce così rubata veniva probabilmente smerciata nella vendita all'ingrosso e al dettaglio di una ditta di Napoli, con una distribuzione capillare su tutto il territorio.

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