Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Centro / Corso Cairoli

Con la costruzione della centrale idroelettrica il volto più bello di Torino è a rischio

In serio pericolo il colpo d'occhio sul fiume. La realizzazione dell'opera in qualche modo cambierebbe il celebre panorama torinese

Centrale idroelettrica sì, centrale idroelettrica no. Se Claudio Lubatti, assessore alla Viabilità e ai Trasporti del Comune di Torino, sembra essere irremovibile sul fatto che l'opera si farà, le polemiche non si placano. Nel salotto del capoluogo sabaudo, proprio di fronte alla Gran Madre, in corrispondenza della traversa Michelotti, dovrebbe sorgere un impianto che all'anno porterà 5,8 gigawattora di energia pulita alla città e che contribuirà, con altri interventi accessori, a rendere navigabile il Po a valle, fino al ponte di Sassi. Le ditte che si sono aggiudicate l'appalto - Camuna Spa di Brescia e Ar.go Lavori di Ravenna - si accolleranno la costruzione dell'opera ed  entro questo mese firmeranno per ottenere la concessione. Avranno poi un anno di tempo per presentare il progetto esecutivo e definitivo, dopodiché i lavori di realizzazione - che si prevede dureranno un paio d'anni - prenderanno il via.

"Io personalmente ho forti dubbi sulla realizzazione di quest'opera - ha dichiarato Centrale idroelettrica traversa Michelotti all'altezza della Gran Madre
Maurizio Trombotto (Sel), presidente della commissione Ambiente del Comune di Torino
 -: sarebbe opportuno innanzitutto estendere la navigabilità verso Moncalieri, rendendo attivi gli attracchi già esistenti e non utilizzati".

Ciò che interessa particolarmente al Comune di Torino infatti, non è tanto la produzione di nuova energia, ma portare a termine un progetto che esiste ormai da diversi anni: quello di estendere la navigabilità turistica del Po fino all'altezza di corso Belgio. Costruendo la centrale idroelettrica che sorgerebbe sulla sponda destra del fiume, è prevista infatti la realizzazione, dallo stesso lato, di una conca di navigazione, utile ai battelli Valentino e Valentina per superare la traversa Michelotti e continuare il loro percorso. Inoltre, sulla sponda sinistra, verrebbe costruito uno scivolo per le canoe, utile agli atleti per allenarsi sui percorsi di gara. Queste due opere accessorie non avrebbero alcun costo per la città poiché a carico delle ditte realizzatrici, tuttavia non mancherebbero le spese di manutenzione annuali, probabilmente sulle spalle della città e in parte anche di GTT, gestore dei trasporti fluviali.

(L'articolo prosegue dopo la galleria fotografica)

Ma Giorgio Marengo, l'ingegnere che per il Comune di Torino si è occupato del progetto - già accettato in Provincia - spiega quali sono i vantaggi: "In questo momento di crisi economica, Torino si troverebbe realizzate due opere importanti - la conca di navigazione e lo scivolo per le canoe - a costo zero, inoltre l'aspetto del fiume resterebbe quasi immutato rispetto ad ora: abbiamo avuto anche l'approvazione dell'Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po, ndr)". L''ingegnere Marino Bernardi del Comitato Borgo Po però, lo contraddice: "Facendo due calcoli più precisi, con la realizzazione della conca e dello scivolo - spiega - la parte centrale del fiume resterebbe quasi a secco a causa della portata minima d'acqua: l'aspetto sarebbe quello poco gradevole di una pietraia e anche l'ecosistema ne resterebbe danneggiato".   

Tirando le somme, oltre al letto del fiume ridotto al minimo, il colpo d'occhio risulterebbe in qualche modo diverso rispetto ad oggi. L'edificio della centrale idroelettrica sulla sponda destra verrebbe interrato per metà ma si ergerebbe comunque per una decina di metri in altezza; i muri di realizzazione della conca di navigazione e dello scivolo per canoe sporgerebbero fuori dall'acqua per un metro e mezzo e non mancherebbe la ovvia presenza, sulla sponda destra, di griglie e ventole per impedire ai detriti di danneggiare i congegni della centrale. Il volto della Torino da cartolina rischia di essere deturpato.  

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