Cronaca

Il rene del bimbo ucciso dal padre poliziotto salva la vita a un tredicenne

Un ragazzino di 13 anni era in lista d'attesa urgente per un nuovo rene dal 2012. Il trapianto dell'organo è avvenuto con successo all'ospedale Molinette

La tristemente nota tragedia familiare avvenuta a Palermo ha dato nuova vita ad un bambino di tredici anni torinese.

Nella giornata di ieri nel reparto infantile dell'ospedale Molinette il rene di Gianluca, il bimbo siciliano di sette anni ucciso dal padre con un colpo di pistola, è stato trapiantato su un  ragazzino nefropatico, in attesa di attesa dal 2010 e, in urgenza, dal 2012.

LA TRAGEDIA DI PALERMO L'agente di Polizia Ivan Irrera, padre di Gianluca, un bimbo di soli sette anni, ha sparato con una pistola a suo figlio prima di togliersi la vita lui stesso. Mentre il genitore è deceduto subito, il piccolo è stato trasportato d'urgenza in ospedale, ma dopo poco anche lui è stato dichiarato morto cerebralmente.

Un gesto folle forse dettato da un brutto momento che l'agente della squadra mobile del capoluogo siciliano stava attraversando. Pare che a capo di tutto ci fossero problemi di tipo economico. Tanto che la famiglia del poliziotto era stata costretta a vendere due appartamenti e a trasferirsi a Misilmeri, nella casa dei genitori della moglie.

DONATI GLI ORGANI Oltre al rene, già trapiantato con successo all'ospedale Molinette di Torino, la madre del piccolo Gianluca ha autorizzato l'espianto del cuore, del fegato e dei polmoni. Questi organi salveranno altre vite umane.

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