Cronaca Nizza Millefonti / Via Nizza, 294

Firme contro il cantiere della metro. "In via Nizza i negozi muoiono"

Tre mesi di blocco al traffico hanno paralizzato le attività commerciali tra via Sommariva e via Valenza. Adesso i negozianti si ribellano: "Stiamo iniziando una petizione"

Contro la chiusura di via Nizza i negozianti calano l’ultima carta: una petizione in Comune. La raccolta firme, iniziata negli scorsi giorni, chiede a gran voce di riaprire il tratto di via Nizza chiuso per i lavori della metropolitana. I lavori per il metrò sono partiti a novembre, e gli stessi commercianti avevano allora protestato per chiedere un posticipo del cantiere a dopo Natale: a suo tempo, si era ottenuto un nulla di fatto. Ma i disagi sono troppi, e così i negozianti tentano di nuovo la via della protesta.

La raccolta firme dovrebbe sottolineare i disagi sempre maggiori che sta vivendo il commercio in via Nizza, tra le vie Valenza e Sommariva, e anche oltre: “Sì, perché non siamo solo noi i disagiati. Per colpa del blocco al traffico nella porzione di via interessata dal cantiere di Italia ’61, anche tutto l’ultimo tratto di via Nizza, verso piazza Bengasi, risente di un calo di passaggio e di clientela”, spiega uno dei negozianti.

“La chiusura totale sta pregiudicando seriamente la sopravvivenza delle attività commerciali presenti e crea non pochi disagi al traffico delle vie limitrofe – spiegano i commercianti, nel la petizione che hanno depositato – Per la prima volta la Città ha chiuso completamente una via per la realizzazione della metropolitana, e il tratto chiuso è utilizzato solo come punto di appoggio di materiale e mezzi e che per tali finalità esistono valide alternative quali il parcheggio di piazza Filzi”.

I commercianti ritengono che la riapertura sia possibile, anche perché, a loro detta, i lavori sono spesso fermi, e non occupano l’intera via, ma solo una porzione. A sostegno della loro battaglia si è schierato il consigliere della Circoscrizione Nove Alessandro Lupi, capogruppo del Pdl, che aveva presentato un ordine del giorno per chiedere a sua volta la riapertura della via. “È significativo il fatto che tale chiusura sia stata realizzata a fine novembre con motivazioni di urgenza mentre il cantiere è rimasto fermo per quasi 20 giorni durante le feste di fine anno. La chiusura ha comportato la morte commerciale di dodici negozi rimasti completamente isolati e dimenticati dalle Istituzioni”, aveva dichiarato.

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