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Maturità 2014: al via la prima prova scritta, ecco le tracce

Trentamila studenti piemontesi da questa mattina affrontano l'esame di maturità. Alle 8.30 sono stati dati i codici e le tracce per la prima prova scritta agli studenti

Sono trentamila gli studenti piemontesi che questa mattina sono tornati sui banchi di scuola per iniziare gli esami della maturità.

Si comincia con la prima prova scritta, quella di italiano. Dopo giorni di "totoesami" in cui si sono fatte le ipotesi più disparate su quali argomenti e autori potessero essere inseriti tra le tracce del tema, si è passati ai fatti. Codici alla mano, i professori hanno scaricato le prove e consegnate ai maturandi.

Vediamo nel dettaglio quali tracce si sono trovati ad affrontare gli studenti:

QUASIMODO - Per l'analisi del testo sono stati scelti alcuni versi di "Ride la gazza nera sugli aranci" del poeta siciliano Salvatore Quasimodo. Questo il testo che gli studenti dovranno analizzare: "Forse è un segno vero della vita: intorno a me fanciulli con leggeri moti del capo danzano in un gioco di cadenze e di voci lungo il prato della chiesa. Pietà della sera, ombre riaccese sopra l’erba così verde, bellissime nel fuoco della luna! Memoria vi concede breve sonno: ora, destatevi. Ecco, scroscia il pozzo per la prima marea. Questa è l’ora: non più mia, arsi, remoti simulacri. E tu vento del sud forte di zàgare, spingi la luna dove nudi dormono fanciulli, forza il puledro sui campi umidi d’orme di cavalle, apri il mare, alza le nuvole dagli alberi: già l’airone s’avanza verso l’acqua e fiuta lento il fango tra le spine, ride la gazza, nera sugli aranci".

STORIA - Il tema storico porta i maturandi dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi. Più precisamente gli studenti sono chiamati a parlare - anzi a scrivere - dei cambiamenti in europa dalla Grande Guerra ad oggi, quindi dal 1914 al 2014. Le altre tracce storiche riguardano la "Violenza e non violenza nel '900" e le "Tecnologie pervasive".

RENZO PIANO - Per coloro che quest'oggi affrontano la prima prova scritta c'è la possibilità di prendere spunto da un articolo tratto da Il Sole 24 Ore pubblicato lo scorso 26 gennaio. "Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee".

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