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Giovedì, 26 Maggio 2022
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Le opere di Toulouse-Lautrec a Palazzo Chiablese, tra Opéra e ballerine di Can Can

Una finestra sul mondo dello svago tra 1800 e 1900: una mostra che, tra balli e colore, è una ventata di ottimismo

La Belle Epoque approda a Torino. Dal 22 ottobre al 5 marzo Palazzo Chiablese, a fianco a Palazzo Reale, ospita 170 opere di Henri de Toulouse- Lautrec, l'aristocratico bohémien noto per aver creato, tra il XIX e il XX secolo, le stampe e i manifesti dei locali parigini più famosi.

I lavori provengono tutti dalla collezione dell'Herakleidon Museum di Atene: litografie a colori, locandine pubblicitarie ma anche disegni a matita e a penna, e grafiche illustrative per giornali e riviste che delineano un percorso artistico eccentrico, ricercato ma allo stesso tempo provocatorio.

Dall'esposizione emerge l'anima dell'artista "tormentato" pur tra slanci di ottimismo che traspaiono dai temi che Toulouse-Lautrec predilige - in primis la vita notturna e spensierata del quartiere di Montmartre -, e dai colori utilizzati. Allegria e divertimento sono infatti gli ingredienti principali dell'intero percorso. 

Riproponendo ballerine del Moulin Rouge, attricette e stelle effimere e allegre del cabaret, l'artista - pur con evidenti limiti fisici causati da una malattia genetica che ne arrestò la crescita - si fece spazio a Parigi diventando uno degli illustratori e disegnatori più richiesti dell'epoca. 

E sono dieci le sezioni tematiche in cui si suddivide la mostra organizzata dai Musei Reali e Arthemisia Group, completata anche da video e installazioni d'effetto. Le prime quattro sono dedicate alle "Notti parigine" . E nelle sale è facile farsi trasportare nella capitale francese, sulle note  diffuse del Can can. Tra pubblicità realizzate per i locali notturni e raffigurazioni di celebri stelle del cabaret - Jane Avril su tutte - e cantanti - Yvette Guilbert dalla quale Toulouse-Lautrec resta affascinato - la sezione apre una finestra sul mondo degli spettacoli, dell'Opera e del Moulin Rouge. 

La quinta sezione è poi dedicata ai "Cavalli", animali che l'artista amava alla follia, cresciuto con il rammarico di non poterli montare per via dei suoi limiti fisici. Tra le opere esposte la famosa litografie de "Il fantino" del 1899.

I disegni occupano la sesta sezione, il cuore del percorso espositivo. Schizzi a penna e a matita che riproducono soprattutto volti di personaggi, silhouette e caricature: tra questi anche il ritratto del padre, Adolphe de Toulouse-Lautrec e l'ardito foglio in cui l'artista si mostra nudo, "Toulouse-Lautrec, Nu". 

Nella settima e ottava sezione  sono esposte le sue collaborazioni editoriali: copertine per spartiti musicali, immagini per riviste umoristiche ma anche per libri di grande pregio. La nona sezione è dedicata alle frequentazioni intellettuali dell'artista e fa emergere il rapporto che egli stabilì con poeti, editori e facoltosi mecenati, nelle notti parigine, spesso davanti a un bicchiere d'assenzio. 

"L'amore è un'altra cosa" è il tema dell'ultima sezione della mostra: Toulouse-Lautrec riporta - ed è il primo artista a "osare" - l' ambiente frivolo dei bordelli vicino alla Borsa di Parigi e all'Opera, la spontaneità delle donne disinibite e allegre e di cantanti e prostitute, senza moralismi né ironia. Tra le immagini che sono esposte in una sala, al centro della quale c'è l'installazione di un grande letto, affiora anche il sogno di un amore impossibile: la misteriosa donna incontrata su un viaggio in nave "La passeggera della cabina 54" di cui l'artista si innamora. 

Un percorso che mette l'accento sull'innovazione che ha saputo portare Toulouse-Lautrec nel mondo dell'arte: la scoperta del tempo libero, del diritto allo svago per tutte le classi sociali, sul palcoscenico di Parigi che, in tutte le epoche, conserva intatto il suo fascino. Tra le atmosfere dei teatri, dei balli, delle ballerine e le magie del neonato cinema dei fratelli Lumière. 

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