Cronaca Centro / Via Porta Palatina, 13

Porte Palatine, una "stanza del buco" a cielo aperto nel cuore di Torino

I giardini delle Porte Palatine, in via XX settembre, sono teatro ogni giorno di un viavai sempre più massiccio di tossicodipendenti. Tutto a pochi passi dal Commissariato di Polizia

Poichè a Torino, dopo infuocati dibattiti consiliari, non si è optato per la realizzazione delle cosiddette “stanze del buco”, occorre arrangiarsi con quelle illegali ed a cielo aperto. Una delle più nuove e “decorose” è quella dei giardini archeologici delle Porte Palatine. Sin dalla loro inaugurazione, infatti, i giardini di via XX settembre sono diventati una delle mete preferite di tossicodipendenti sempre in cerca di spazi discreti per consumare le dosi giornaliere.

Ogni giorno, dalla mattina alla sera, si può assistere, infatti, ad un via vai di uomini e donne di ogni classe d’età, italiani e nordafricani, che si sistemano nella parte rialzata del parco, che dà su corso Regina Margherita. Per bucarsi, si nascondono dietro le colonne innanzi al muretto da cui ci si può affacciare ed intravedere i movimenti mercatali di Porta Palazzo, oppure dietro la cancellata che protegge la scalinata che porta verso i sotterranei. Sempre in presenza, comunque, di altri visitatori che si fermano solo per prendere il sole o rilassarsi col proprio cane. E a pochi passi dal commissariato di polizia che sta fronte proprio il giardino.



L’area sembra utilizzata più per il consumo che per lo spaccio e fortunatamente è raro trovare in mezzo all’erba delle siringhe, che i tossici sono soliti gettare verso i sotterranei del giardino inaccessibili al pubblico, assieme a bottiglie di birra ed altra immondizia. Dell’uso che si fà di questa zona del parco è, inoltre, ormai risaputo, tanto che i bambini si mantengono a distanza nell’altra metà.

Sino alla scorsa estate, un altro “salottino” preferito dai consumatori di stupefacenti era l’anfratto formato dalle rovine in corrispondenza delle Porte Palatine e del commissariato. I tossici, addirittura, vi portavano sedie per stare più comodi e vi abbandonavano siringhe ed altri arnesi utili all’assunzione delle sostanze. Almeno quest’angolo, anche per i lavori di manutenzione sulle vecchie mura, è stato chiuso, per il momento.

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