Cronaca Aurora / Lungo Dora Napoli

Il lungo Dora prigioniero dei tossici: ora la gente chiede aiuto

Non si ferma il viavai dei pusher e dei prigionieri della droga tra i ponti Mosca e Carpanini. I residenti lanciano un eneesimo appello

Il Lungo Dora continua ad essere un’incredibile area di scambio al servizio di spacciatori e tossicodipendenti. Il persistente andirivieni di cupi personaggi lungo i ponti del fiume sta rendendo sempre più insicura la città e i suoi abitanti, sempre più preoccupati dalla piega che sta prendendo la situazione. Ogni giorno si susseguono interminabili scene di spaccio. E si comincia presto.

Dalle 11 del mattino fino a notte inoltrata il copione del film è sempre lo stesso: ci sono i pusher che si appostano per vendere la droga, ci sono i tossici occasionali e non che comprano e consumano la dose. Tutto questo anche sotto l’occhio del più onesto cittadino. E ciò che più spaventa è proprio questo: la tranquillità con cui queste persone si muovono, come se nulla fosse.

Sopra i ponti le forze dell’ordine ignorano, o peggio non vedono, gli autori di questi angoscianti spettacoli. Il via vai è, così, continuo che sembra di stare in fila ad un casello dove ognuno aspetta il suo turno. Ma bastano appena dieci minuti per rendersi conto di quello che avviene. Due ragazzi, di età variabile tra i 30 e i 40 anni, si incontrano sotto il ponte Mosca e dopo un piccolo scambio di battute avviene lo scambio. Nello stesso momento ma poco più in là, vicino al ponte Carpanini, avviene una scena molto simile. Due persone, forse una coppia, scendono lungo la stradina che porta sotto il ponte per appostarsi in un punto, neanche tanto nascosto, dove decidono di iniettarsi la dose nelle vene.

Pochi metri sopra le loro teste il marciapiede di Lungo Dora Napoli, in quel momento non sta passando nessuno ma crediamo che con o senza traffico non sarebbe cambiato nulla. Finito il divertimento i due vanno via lasciando per terra la solita malinconica scia costituita da siringhe e da fazzoletti sporchi di sangue. In pratica il solito scempio di una crisi che non sembra conoscere la parola fine. Passano due o tre minuti e arriva un altro tizio, aspetta qualche secondo e vedendo che non arriva nessuno fa retromarcia per tornare in strada. Probabilmente l’appuntamento con lo spacciatore è saltato o, purtroppo, solo rinviato.

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