Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Aurora / Lungo Dora Agrigento

Le sponde della Dora trasformate in narcosala "Così tutti i giorni"

Nonostante le segnalazioni dei residenti del quartiere non si placa il problema droga tra il ponte Mosca e la passerella Carpanini. A decine i tossici che scendono ogni giorno sotto i ponti

Si sorreggono a vicenda, scendono insieme su quel sentierino che porta a quelle sponde dove la droga scorre a fiumi. Il pellegrinaggio dell’orrore tra i ponti della Dora non vuole proprio abbandonare la nostra città. Per qualcuno il ponte Mosca e la passerella Carpanini sono due richiami troppo forti. E i tossici all’eroina non vogliono rinunciare. Una volta acquistate le dosi a Porta Palazzo sono sufficienti pochi isolati prima di imboccare la strada che conduce al lungo Dora dove facce nuove e volti scavati si alternano ogni giorno, sotto gli occhi inorriditi dei passanti.

In una giornata ne transitano a decine. I primi due arrivano alle ore 10 del mattino, cercano un riparo da occhi indiscreti. Ma la voglia di “farsi” è troppa e allora i due si piazzano senza troppi complimenti tra due alberi e siringhe alla mano iniziano i preparativi per la “festa”. Uno si infila la spada sopra la caviglia, l’altro sotto il ginocchio. La scena dura qualche minuto poi uno dei due zombie si rialza, si piega su stesso prima di tornare ad agitare la siringa, questa volta verso il braccio sinistro. Nel mentre scende un altro uomo, li guarda e passa oltre buttando un occhio sopra il ponte per controllare che non ci siano volanti della polizia.

Passano dieci minuti ed ecco comparire altri due veterani dell’eroina. Uno prepara la dose, l’altro aspetta seduto con il braccio teso. Alla fine escono dal nascondiglio per spingersi fino alla fontanella. Una mano lava l'altra e il sangue scorre via come se nulla fosse. A qualche metro di distanza ecco passare un’altra figura, fa lo slalom tra le siringhe e va a bucarsi direttamente sotto una passerella. Cinque minuti di relax e poi tutto finisce. E sulla Dora, ancora una volta, cala il sipario.

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