Cronaca

Testamento biologico, quasi 200 torinesi l'hanno già presentato

In 190, soprattutto over 60 (ma non solo), si sono già presentati all'Ufficio Pubbliche Relazioni per mettere nero su bianco la propria volontà in tema di "trattamento di fine vita"

Un progetto controverso, in mano ad un assessore che non ne condivide l'ispirazione, ma fortemente voluto dal consiglio comunale: il testamento biologico a Torino si avvicina ai due mesi di età, e sono uscite le prime statistiche sull'affluenza. Al 7 aprile, 190 torinesi si erano presentati all'Ufficio Pubbliche Relazioni per mettere nero su bianco la propria volontà in tema di “trattamento di fine vita”. Soprattutto anziani: la quota di over 60 è del 61%, e scende drasticamente al 21% nel decennio precedente. Il range di età va dai 25 ai 90 anni.

Per presentare il testamento è necessario prendere un appuntamento presso l'URP del Comune di Torino. Bisogna nominare un fiduciario, e riconsegnare il modulo che attesta il rifiuto, da parte del dichiarante, di subire alimentazione ed idratazione forzata, in caso di “malattia o lesione traumatica cerebrale invalidante ed irreversibile”. I testamenti, raccolti in busta chiusa, verranno conservati nel Registro dei Testamenti Biologici, istituito appositamente. Per ogni cambiamento, riguardo le intenzioni o il fiduciario, sarà possibile rivolgersi in qualsiasi momento all'URP.


Le polemiche sembrano essersi placate, dopo la dichiarazione dell'assessore Ferraris, contrario al progetto, che ha detto di accettare le decisioni della giunta comunale. Torino non è l'unica città italiana ad averlo istituito: Milano, Padova, Roma, Trieste hanno legiferato in proposito. L'esperienza torinese sta ispirando anche alcuni comuni più piccoli ad attrezzarsi: dal 9 marzo il servizio è disponibile anche a Pinerolo, tramite uno sportello aperto due mercoledì al mese.

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