Fanno fallire una società informatica torinese, cinque indagati e tre arresti

Approfittando del periodo di crisi, avevano acquisito la società a un prezzo molto inferiore rispetto al suo valore e in poco tempo l'hanno condotta al fallimento

Fanno fallire una società informatica torinese ma la guardia di finanza li scopre. Sono cinque gli indagati, di cui tre già agli arresti domiciliari, le persone coinvolte nella storia, tutte residenti tra Parma e Reggio Emilia e alle quali è stata contestata la bancarotta fraudolenta.

Dalle indagini risulta che i cinque soggetti avrebbero approfittato delle difficoltà economiche in cui versava la ditta torinese per acquisirne la proprietà dalla famiglia che la gestiva da un decennio, a un prezzo molto inferiore rispetto al suo valore.

Le persone coinvolte nella faccenda hanno anche interposto alcuni prestanome nella carica di rappresentante legale, per rendere più difficoltosa l'individuazione dei reali amministratori.

Utilizzando fatture per operazioni inesistenti avrebbero aggravato il dissesto della società, sottraendo risorse aziendali per oltre 2 milioni e mezzo di euro, conducendola al fallimento. Gli indagati inoltre, dal 2011, avrebbero sottratto alle casse dello Stato oltre 5 milioni di euro.

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