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Il bacio provocatorio tra Laus e Battaglia

Il bacio provocatorio tra Laus e Battaglia

La città si prepara al Torino Pride, tra tanti consensi e qualche polemica

Per la prima volta l'evento viene patrocinato dal Consiglio Regionale del Piemonte. Soddisfatto il suo presidente Mauro Laus che, provocatoriamente alla presentazione della kermesse, ha baciato il coordinatore Alessandro Battaglia

Il Torino Pride del 27 giugno sarà aperto dalla banda della Polizia Municipale che sfilerà in nome dei diritti. La parata prenderà il via alle ore 16 da via Cibrario, il suo slogan sarà "Orgoglio e Pregiudizi" e il suo simbolo un filo spinato che piano piano si trasforma in tanti fili colorati come la rainbow flag. Proprio la bandiera multicolore sventolerà sulla città appesa alla mongolfiera del Balon. Il Torino Pride verrà pubblicizzato su tutti i mezzi Gtt con locandine e filmati trasmessi sugli schermi, anche all'interno delle stazioni della metro.

E per la prima volta la manifestazione ha avuto il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte. Il suo presidente, Mauro Laus che provocatoriamente, alla presentazione del Torino Pride, ha baciato in pubblico il coordinatore Alessandro Battaglia, ha auspicato alla kermesse la presenza di consiglieri, assessori e amministratori "che facciano arrivare la loro voce, poichè in una società democratica l'orientamento sessuale non può essere motivo di discriminazione". E il sostegno al Gay Pride arriva anche dal Pd del Piemonte.

"Non è la prima volta - ha commentato il segretario Davide Gariglio - che il Pd scende in piazza per i diritti: anche quelli rivendicati dalla comunità glbt avranno i democratici al loro fianco. La società è molto cambiata in questi anni - ha proseguito - non possiamo ignorare che esistono persone senza tutele, la politica deve porsi questo problema. In Piemonte - ha concluso - voteremo presto una legge contro le discriminazioni e per la parità di trattamento: un passo concreto a sostegno dei nuovi diritti".

Parla invece di ipocrisia Maurizio Marrone (FdI): "Quando si concedono i patrocini istituzionali alle manifestazione come il Gay Pride bisognerebbe almeno condividerne il documento politico. Il Pd  - ha attaccato il consigliere - sfila alla parata per consenso elettorale come se fosse carnevale ma poi si guarda bene dal promuoverne gli obiettivi più radicali. Parliamo di adozioni gay ad esempio..."

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