Cronaca Madonna di Campagna / Via Borgaro

Parco Dora, lo "scheletro d'acciaio" è pericoloso e (quasi) senza protezioni

Molti ragazzini hanno identificato la vecchia struttura che ospitava l'acciaieria Teksid come una palestra per le acrobazie più spericolate. Ma le griglie di protezione sono troppo basse

Non solo è alquanto discutibile esteticamente, lo scheletro d’acciaio che impacchetta il nuovo Parco Dora si sta rivelando anche poco sicuro. Sin dal giorno dell’inaugurazione del nuovo polmone verde di Torino, infatti, molti ragazzini hanno identificato la vecchia struttura che ospitava l’acciaieria Teksid, e che adesso ospita campetti sportivi e giardini, come una palestra per le acrobazie più spericolate. L'idea di creare un parco dove per decenni ci sono stati capannoni, industrie e distese di cemento sta portando alla luce alcune problematiche che forse sono state sottovalutate in fase di progettazione.

Gli altissimi piloni arancioni sono utilizzati per arrampicarsi, in particolare quelli che sono collegati con un asse alla passerella rialzata. Ma il pericolo più grande è rappresentato dalle vecchie scalette che portano al tetto e che già qualcuno ha utilizzato per camminare a 20 metri d’altezza sulle travi che reggono lo stesso tetto della struttura.



Le griglie di protezione sistemate attorno ai pilastri del capannone, segnatamente quelle immediatamente dietro i canestri, poi, risultano basse e possono raccogliere i palloni da gioco tanto da suggerire il loro recupero all’interno con relativo pericolo d’infortuni.

In una delle loro passeggiate di “controllo”, i rappresentati del comitato Dora Spina 3, inoltre, hanno notato che una delle scaletta d’accesso alle vasche Ingest era aperta con relativo possibile accesso alle strutture potenzialmente rischiose del piano interrato immerso in acque stagnanti. Quando, invece, il cancelletto dovrebbe essere bloccato con un lucchetto apribile solo dai manutentori.

Neppure la stretta e tortuosa stradina provvisoria di via Borgaro è il massimo della sicurezza, essendo frequentata anche in bicicletta: costeggiante lo strapiombo degli altri cantieri di lavorazione, protegge dalla cadute con griglie, in alcuni casi, pericolanti.

Prima di modifiche strutturali, urge, quindi, un controllo costante da parte delle autorità, almeno dei vigili di polizia della zona.

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