Cronaca

Pena di morte: Città di Torino aderisce al convegno mondiale di Oslo

Piero Fassino: "E' ingiustificabile in ogni caso, la Giustizia ha altri mezzi per agire"

Anche la città di Torino aderirà al convegno mondiale contro la pena di morte che si svolgerà dal 21 al 23 giugno Oslo. Lo ha annunciato il sindaco Piero Fassino nel corso di una conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa, mentre Igor Boni, presidente dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta ha chiesto che anche la Regione Piemonte faccia un passo analogo. 

"Nessuna ragione, religiosa, culturale o sociale, giustifica che si possa uccidere un uomo - ha detto Fassino nel corso di una conferenza stampa -. La lotta alla criminalità richiede il massimo di rigore, di sanzione, ma i sistemi giudiziari e penali hanno tutta la possibilità di sanzionare i reati più gravi senza ricorrere a una pena che sana un dolore producendone dell'altro. E quindi non possiamo che batterci perché la pena di morte sia superata in ogni paese e sia considerata una pratica terribile del passato".

L'appuntamento di Oslo, ha spiegato Antonio Stango dell'associazione Nessuno tocchi Caino e dal settembre scorso attivo con l'associazione "Ensemble contre la peine de mort", punta a compiere ulteriori passi verso l'abolizione totale nel mondo della pena capitale.

Oggi, secondo "Ensemble contre la peine de mort", ci sono 98 paesi abolizionisti per tutti i crimini, 7 per i delitti comuni, 35 abolizionisti di fatto e 35 paesi "retenzionisti", vale a dire che ancora applicano la pena capitale. Negli Stati Uniti la pena di morte è prevista in 32 stati su 50, oltre che per alcuni casi anche su scala federale, ma la maggioranza degli stati non la esegue. Negli ultimi tre anni si sono registrate esecuzioni solo in sei paesi Usa, la maggioranza in Texas. Negli ultimi mesi in cinque stati del mondo, Mongolia, Congo Brazzaville, Isole Fiji, Suriname e Madagascar, la pena capitale è stata abolita
 

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